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Geopolitica e filiere sotto stress: rincari e ritardi mettono sotto pressione le imprese tecnologiche

di Matteo Scolari
Allarme di ANIE Confindustria: costi in forte aumento e consegne rallentate per tre aziende su quattro. Richiesto un intervento urgente del Governo.

Le tensioni geopolitiche nel Golfo di Hormuz iniziano a produrre effetti tangibili anche sul sistema industriale italiano, in particolare sulle filiere tecnologiche. A evidenziarlo è ANIE Confindustria, che segnala un quadro sempre più complesso per le imprese, alle prese con rincari delle materie prime, aumento dei costi logistici e ritardi nelle forniture.

Secondo una survey condotta su oltre duecento aziende associate, il 57% delle imprese registra un aumento dei costi di trasporto e il 53% segnala rincari nelle materie prime, mentre circa il 74% evidenzia ritardi nelle consegne. Una situazione che incide direttamente sull’operatività quotidiana e sulla gestione dei cantieri.

Le criticità più marcate riguardano la filiera petrolchimica, dove gli aumenti possono arrivare fino al 30% dei costi complessivi. Tra i materiali più colpiti figurano conglomerati bituminosi, asfalti, calcestruzzi e altri semilavorati legati al ciclo del petrolio. A pesare è anche la dinamica delle termoplastiche, con incrementi superiori al 30%, che impattano su settori infrastrutturali, impiantistici ed elettronici.

Sul fronte della filiera elettronica, al momento non si registrano carenze significative di materiali strategici, grazie a canali di approvvigionamento diversificati e alle scorte disponibili. Tuttavia, restano criticità legate all’aumento dei costi logistici e all’allungamento dei tempi di consegna.

Oltre ai rincari, le imprese segnalano crescenti difficoltà nel garantire la continuità delle forniture e la stabilità delle condizioni economiche, rendendo più complessa la programmazione delle attività e mettendo a rischio l’equilibrio dei contratti in essere.

«Abbiamo avviato un confronto con i committenti per individuare soluzioni che consentano di preservare l’equilibrio contrattuale e garantire la continuità operativa dei cantieri» ha dichiarato il presidente di ANIE Confindustria Vincenzo de Martino, richiamando anche i principi normativi legati a eventi straordinari e imprevedibili.

Secondo ANIE, tuttavia, il dialogo tra le parti non è sufficiente. «È necessario un intervento a livello governativo per sostenere il settore e fronteggiare le criticità in atto. Garantire la prosecuzione delle opere infrastrutturali in condizioni economicamente sostenibili rappresenta oggi una priorità».

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