Presentazione di "RIGENERA" con pubblico e telecamere.
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“RIGENERA”, iniziato il viaggio vodcast di Fondazione Cariverona

di Matteo Scolari
Giovedì 19 marzo nella sede di via Achille Forti il debutto del nuovo format curato da Emilio Casalini. Ospite di serata il filosofo Telmo Pievani.

Quale futuro vogliamo generare, qui e ora? È questa la domanda che Fondazione Cariverona si è posta ideando “RIGENERA – il viaggio”, il ciclo di eventi inaugurato giovedì 19 marzo nella sede di via Achille Forti, con ospite principale l’evoluzionista e filosofo della scienza Telmo Pievani.

Cinque serate, tra marzo e novembre 2026, curate dal giornalista e conduttore televisivo Emilio Casalini, che portano fuori dalla pagina i temi della programmazione annuale della Fondazione e li trasformano in conversazioni pubbliche capaci di generare confronto e partecipazione.

Presentazione RIGENERA Fondazione Cariverona
Originale l’allestimento pensato per il format che sarà anche un vodcast.

Rigenerare, per Fondazione Cariverona, non è una parola di moda ma un modo di abitare il nostro tempo, rimettendo in circolo fiducia, immaginazione e capacità di costruire legami concreti nei territori.

«È un format che vuole dare un messaggio sicuramente positivo e quindi pensare, oltre che fare. È un’occasione per focalizzarci su alcuni temi per noi importanti, importanti per il territorio, perché la programmazione si è basata su un’operazione anche di ascolto. E su questi temi andare a riflettere insieme a degli ospiti che vengono moderati da Emilio Casalini. Ci auspichiamo di essere generativi: rigenera è la parola chiave della nostra programmazione. È un esperimento anche per noi piuttosto innovativo», ha spiegato Filippo Manfredi, direttore della Fondazione.

Ne è convinto anche Emilio Casalini, chiamato a guidare il ciclo con uno stile capace di rendere accessibili temi complessi senza semplificarli. Per il giornalista, il punto di partenza è l’ascolto come strumento di costruzione.

Uomini che discutono a evento "RIGENERA
L’intervento di Emilio Casalini.

«Il primo elemento è l’ascolto. Noi attraverso queste serate ci mettiamo in ascolto, da un lato di persone che hanno già fatto un percorso e possono darci degli strumenti, e dall’altra di una comunità che ascolta ma poi deve produrre qualcosa. Abbiamo un problema: spesso ci lamentiamo soltanto. Invece dobbiamo prenderci la responsabilità, che è anche un privilegio, di costruire le cose come le vorremmo. Non è vero che non si può fare», ha sottolineato Emilio Casalini.

Il primo incontro, intitolato “Ambiente – La forza delle relazioni”, ha posto al centro il legame tra ecosistemi, comunità e responsabilità individuale. Una riflessione che evidenzia come ambiente, società ed economia siano oggi profondamente interconnessi.

Uomo in giacca e cravatta con braccia conserte
Il filosofo ed evoluzionista Telmo Pievani.

«Noi ci accorgiamo di quanto è importante la comunità quando non ce l’abbiamo più, l’abbiamo visto durante la pandemia. Adesso ce ne siamo un po’ dimenticati e quello di cui discutiamo è capire come recuperare l’idea di comunità e quindi di responsabilità dell’individuo nella comunità. Per fare il bene sia nostro, quindi il nostro benessere relazionale, ma anche dell’ambiente. Sono progetti importantissimi che hanno anche un vantaggio economico, danno un indotto notevole: sono progetti in cui si vince tutti insieme», ha spiegato Telmo Pievani.

Una visione che mette al centro la comunità come leva di sviluppo, capace di rispondere anche alle fragilità contemporanee. «La comunità è anche un antidoto alle ansie che imperversano in questo periodo. Oggi le nuove generazioni si sentono sole, si chiudono nei social o dialogano con l’intelligenza artificiale. In realtà l’evoluzione e l’ecologia ci insegnano che vince la solidarietà, vince la cooperazione. Magari sul medio e lungo periodo, ma vince sempre», ha aggiunto Pievani.

Due uomini discutono a "RIGENERA" di Fondazione Cariverona.
Un momento della serata con ospite Telmo Pievani.

Dopo l’apertura del 19 marzo, il viaggio proseguirà nei prossimi mesi toccando le altre grandi sfide che stanno ridisegnando la vita nei territori: giovani, comunità, cultura e futuro. L’approdo finale sarà al Teatro Ristori, luogo simbolo di incontro e sperimentazione per la città.

«Il teatro è un luogo di sperimentazione per definizione, ha la possibilità di intercettare pubblici molto diversi. L’ultimo appuntamento sarà quello di presentazione del nostro programma 2027, sarà un’occasione per fare un punto su quanto fatto durante l’anno. È un momento molto positivo», ha concluso Manfredi.

Un percorso che punta a trasformare le idee in azione e a costruire, passo dopo passo, una visione condivisa e concreta del futuro dei territori.

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