Oggi 9 marzo, sciopero femminista nei settori commercio, servizi e turismo
di Matteo ScolariSciopero femminista oggi, 9 marzo, nei settori di commercio, servizi e turismo. Filcams Cgil garantisce per l’intera giornata la copertura sindacale a tutte le lavoratrici e ai lavoratori che decidono di astenersi dal lavoro come forma di protesta contro le disuguaglianze di genere e le condizioni di precarietà che caratterizzano molti comparti ad alta presenza femminile.
La mobilitazione si articola in diversi presidi territoriali su scala nazionale. Per il Veneto l’appuntamento è con il presidio regionale in programma dalle ore 9 davanti alla Coin di Mestre, punto di riferimento per la manifestazione che coinvolge anche lavoratrici e lavoratori del territorio veronese.
«Lo sciopero femminista parte dai settori più femminilizzati del mercato del lavoro, come commercio, servizi e turismo, per affermare che la misura è colma sotto molti aspetti», spiega Graziella Belligoli, segretaria generale della Filcams Cgil.
Secondo i dati elaborati dalla Filcams Cgil Veneto, anche nel Veronese emergono criticità rilevanti. «L’incidenza del lavoro povero e precario in questi comparti raggiunge livelli insostenibili: il 43,1% delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati si trova tecnicamente in una condizione di lavoro povero, cioè con un reddito personale inferiore al 60% della mediana del salario medio nazionale. Nel turismo la situazione è ancora più critica, con punte del 70,1% tra le donne occupate».
Un altro nodo riguarda il part-time, spesso non scelto ma imposto dalle condizioni del mercato del lavoro. «Non c’è nulla di naturale – sottolinea Belligoli – nell’abnorme diffusione del tempo parziale: il 36% dei contratti nel commercio, il 66% nei servizi e il 51% nel turismo sono part-time».
Per il sindacato l’indipendenza economica rappresenta uno dei pilastri fondamentali della libertà personale, ma in molti casi questa condizione continua a essere negata alle donne. «L’indipendenza economica è il primo pilastro della libertà della persona – prosegue Belligoli – ma questa possibilità, per molte lavoratrici, viene limitata da un sistema che riproduce povertà e subordinazione».
La mobilitazione si inserisce anche in un quadro più ampio di rivendicazioni legate ai diritti e alle politiche di genere. Tra i temi richiamati dal sindacato figurano il dibattito sulla libertà di scelta sull’aborto, il confronto parlamentare sul congedo paritario, la riforma delle norme sugli stupri e il recepimento della direttiva europea sul gender pay gap.
Secondo Filcams, anche nei settori del commercio e dei servizi a Verona il divario salariale tra uomini e donne resta significativo, con le lavoratrici che percepiscono in media un salario inferiore del 28% rispetto ai colleghi uomini.
«A tutto questo vogliamo e dobbiamo dire basta», conclude la segretaria generale della Filcams Cgil, ribadendo le ragioni della mobilitazione e la richiesta di interventi concreti per migliorare le condizioni di lavoro e ridurre le disuguaglianze di genere nei comparti più esposti alla precarietà.
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