Lunedì l’assemblea elettiva di Federsolidarietà Verona
di Giorgia PretiIn una fase storica segnata da un’importante complessità dettata da trasformazioni demografiche, nuovi bisogni sociali e profondi cambiamenti nei modelli di welfare, la cooperazione sociale veronese è chiamata a rafforzare la propria voce e il proprio ruolo nei processi di costruzione delle politiche territoriali. Questo sarà il fulcro dell’Assemblea di Confcooperative Federsolidarietà Verona, in programma lunedì 9 marzo presso la Sala Alida Ferrarini di Villafranca, che vedrà il rinnovo delle cariche di rappresentanza dell’Associazione.
A seguito di incontri, analisi degli scenari politici, normativi ed economici e da momenti di confronto assembleare, la squadra del Consiglio provinciale che presenta la candidatura ha elaborato il documento di mandato in cui si individuano le priorità strategiche e le linee politiche per il quadriennio 2026-2030. Tali linee riprendono il Manifesto programmatico dal titolo “La cooperazione sociale veronese, dentro il presente, verso il futuro”, costruito dal Consiglio uscente.
Il contesto attuale presenta sfide rilevanti: evoluzione normativa – dalla riforma del Terzo Settore alle innovazioni in materia di coprogettazione e coprogrammazione – riconoscimento da parte della pubblica amministrazione e del mondo accademico e scolastico del ruolo fondamentale della cooperazione, inadeguata valorizzazione del costo del lavoro, nuovi bisogni sociali e difficoltà nell’attrarre giovani e professionisti del settore sociale.
In questo scenario complesso, la cooperazione sociale rappresentata da Federsolidarietà Verona, che oggi conta oltre 100 imprese e più di 6.000 soci lavoratori, è chiamata a rinnovare modelli organizzativi e forme di rappresentanza, mantenendo salda la propria identità valoriale. La candidata alla presidenza, Maddalena Galvani, dichiara: «La cooperazione sociale deve farsi sentire e abitare la complessità. Non possiamo limitarci a erogare servizi: siamo chiamati a leggere i cambiamenti, a connettere bisogni diversi e a contribuire alla costruzione delle politiche territoriali. Come in un’orchestra, ogni cooperativa porta un contributo essenziale, ma è solo nell’armonia delle relazioni che si genera valore per la comunità. Dobbiamo essere una voce riconoscibile, capace di responsabilità condivisa e prossimità reale».
Il Presidente uscente di Federsolidarietà Verona, Matteo Peruzzi, sottolinea: «Il percorso svolto in questi anni ha rafforzato la consapevolezza della necessità di avviare un dialogo consistente con l’ente pubblico. Consapevoli che questo percorso è ancora in una fase iniziale, ci riteniamo orgogliosi per aver gettato delle ottime basi perché questo lavoro possa portare risultati maturi ed efficaci».
Il Presidente di Confcooperative Verona, Fausto Bertaiola, conclude: «La cooperazione sociale rappresenta una componente essenziale del sistema cooperativo veronese e un interlocutore imprescindibile per le istituzioni. L’Assemblea elettiva del 9 marzo sarà un momento di responsabilità e rilancio, per rafforzare la rappresentanza e consolidare il ruolo della cooperazione sociale come infrastruttura civile del territorio».
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