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Guerra in Iran e rincari energetici: rischio stangata sulle bollette per gli italiani

di Redazione
Dopo lo scoppio del conflitto salgono i prezzi all’ingrosso di luce e gas. Bloccare ora una tariffa fissa può far risparmiare oltre 300 euro l’anno.

Lo scoppio della guerra in Iran sta già producendo effetti sul mercato energetico globale e potrebbe presto tradursi in bollette più care per le famiglie italiane. I primi segnali arrivano dall’andamento dei prezzi all’ingrosso dell’energia, con aumenti significativi registrati negli indici di riferimento del mercato italiano.

Secondo l’analisi dell’Osservatorio Segugio.it, il valore del PUN, l’indice di riferimento per l’energia elettrica, è aumentato del 60% rispetto alle quotazioni di fine febbraio, mentre il PSV, indice di riferimento per il gas naturale, ha registrato un incremento ancora più marcato pari al 76%.

Al momento questi aumenti non si sono ancora riflessi direttamente sulle bollette dei consumatori finali, ma gli effetti potrebbero manifestarsi nelle prossime settimane. Il prezzo dell’energia per i clienti con tariffe indicizzate, che variano mensilmente in base all’andamento degli indici di mercato, sarà infatti influenzato dal valore medio mensile di PUN e PSV di marzo 2026, che si prevede più alto rispetto a febbraio.

Il rischio riguarda anche i clienti che si trovano in regime regolato, come la Tutela della vulnerabilità o il Servizio a Tutele Graduali, poiché anche queste tariffe sono basate su un prezzo variabile.

In questo scenario, bloccare oggi una tariffa a prezzo fisso potrebbe rappresentare una scelta vantaggiosa. Alcuni fornitori continuano infatti a proporre offerte con costi della materia prima inferiori rispetto agli attuali livelli dei mercati all’ingrosso. Secondo le stime dell’Osservatorio Segugio.it, una famiglia tipo potrebbe ottenere un risparmio superiore a 300 euro l’anno.

Il confronto tra le migliori offerte a prezzo fisso disponibili oggi e le attuali quotazioni dei mercati mostra che per l’energia elettrica il risparmio può arrivare fino al 37% della spesa annua, mentre per il gas può raggiungere il 18%.

Secondo Paolo Benazzi, Managing Director Utilities di Segugio.it, la situazione rimane strettamente legata all’evoluzione geopolitica: «La situazione è in continua evoluzione e seguirà gli avvenimenti geopolitici e i rimbalzi dei mercati ad essi correlati. Chi ha una tariffa a prezzo fisso potrà stare tranquillo almeno finché le sue condizioni non andranno a scadenza (tipicamente dopo un anno dalla data di adesione). Per tutti coloro che sono in scadenza o hanno un prezzo sottostante indicizzato, invece, i rincari avranno un impatto potenzialmente rilevante a meno che la crisi – come è auspicabile – non rientri velocemente».

Benazzi sottolinea inoltre come una delle categorie più esposte possa essere quella dei consumatori nella Tutela della Vulnerabilità, poiché il prezzo del gas viene aggiornato mensilmente da ARERA, recependo più rapidamente gli aumenti del mercato, mentre quello dell’energia elettrica viene aggiornato ogni tre mesi.

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