Roberto Dall’Oca: «Quando pubblico e privato lavorano insieme, i risultati arrivano»
di Matteo ScolariPer Roberto Dall’Oca quella del 24 febbraio non è stata solo un’inaugurazione istituzionale, ma un momento personale di forte emozione. Sindaco del Comune su cui insiste gran parte dello scalo, socio dell’aeroporto e testimone diretto di tutte le fasi del Progetto Romeo, Dall’Oca ha seguito il percorso fin dalla posa della prima pietra nel luglio 2021, in piena emergenza Covid. Oggi, di fronte a una struttura passata da 24 mila a 36 mila metri quadrati e capace di superare i 4 milioni di passeggeri annui, rivendica la scelta di aver creduto nell’investimento fin dall’inizio.
Sindaco, che emozione è stata vedere concluso il progetto dopo 55 mesi di lavori?
È stata un’emozione forte, anche personale. Nel 1976 ho fatto il mio battesimo dell’aria proprio dal Catullo: allora la struttura era poco più di qualche centinaio di metri quadrati affacciati direttamente sulla pista. Vedere oggi un aeroporto completamente trasformato, moderno ed elegante, capace di competere a livello internazionale, è motivo di grande orgoglio per il territorio.

Il Comune di Villafranca ha sostenuto concretamente il percorso di rilancio. Quanto è stata importante la scelta di partecipare agli aumenti di capitale?
È stata una scelta convinta. Quando siamo entrati in amministrazione abbiamo deciso di partecipare sia al primo sia al secondo aumento di capitale, perché ritenevamo fondamentale che la parte pubblica fosse presente e credesse nel progetto. Era un segnale chiaro: il territorio c’è, investe e vuole giocare un ruolo attivo accanto al socio privato.
Lei ha più volte sottolineato il valore della collaborazione tra pubblico e privato. Perché è stato determinante?
Perché quando pubblico e privato lavorano insieme, mettendo ciascuno le proprie competenze e professionalità, i risultati arrivano. Prima dell’ingresso di SAVE l’aeroporto chiudeva bilanci in perdita. Oggi parliamo di conti in attivo, di 90 milioni di investimenti e di 4 milioni di passeggeri. I numeri sono oggettivi e raccontano meglio di qualsiasi polemica il percorso fatto.

Il Catullo è inserito in un’area ad alta densità aeroportuale. Fare sistema è stata la scelta giusta?
Assolutamente sì. Nel raggio di 80 chilometri abbiamo Bergamo, Bologna e Venezia. Pensare di non fare sistema sarebbe stato folle. C’era anche il rischio, in passato, di essere assorbiti nel sistema lombardo e diventare uno scalo di terzo livello. Aver scelto di restare dentro un sistema veneto e nordestino ha rappresentato un valore aggiunto. Oggi il Catullo è tra gli aeroporti italiani che crescono di più.
Ora la sfida si sposta sui collegamenti ferroviari. Qual è la sua posizione?
I collegamenti sono fondamentali, ma bisogna essere concreti. Parliamo di opere complesse, con iter lunghi e costi importanti. L’esempio di una semplice bretella nel mio Comune dimostra che servono anni anche per interventi molto più piccoli. Ben venga la nomina del commissario, che rappresenta una volontà politica chiara, ma dobbiamo avere i piedi per terra. Forse alcune soluzioni intermedie, come il collegamento Mantova–Aeroporto–Verona, potrebbero essere più rapide da realizzare.

Il turismo continua a crescere, con numeri record tra città e Lago di Garda. Quanto incide l’aeroporto in questo scenario?
Incide moltissimo. Verona e il Garda insieme rappresentano quasi 20 milioni di presenze turistiche. Un’infrastruttura adeguata è indispensabile per sostenere questa crescita. L’aeroporto oggi si presenta con una veste internazionale, elegante e funzionale. È un biglietto da visita all’altezza delle eccellenze del territorio.
Le Olimpiadi hanno dato una visibilità mondiale a Verona. Che eredità lasciano?
Una visibilità straordinaria. Milioni di persone hanno visto l’Arena e la nostra città. Ora dobbiamo farci trovare pronti, con infrastrutture adeguate e servizi di qualità. L’aeroporto rinnovato è uno dei tasselli fondamentali di questa strategia. E il territorio, dai Comuni alla Fondazione Verona e Garda, sta lavorando per valorizzare in modo integrato tutte le sue eccellenze.
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