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Federalberghi Garda Veneto: «Olimpiadi sul lago? La tutela venga prima»

di Redazione
Sull’idea lanciata nelle scorse ore di candidare il lago di Garda per le Olimpiadi estive del 2036, interviene il presidente di Federalberghi Garda Veneto Ivan De Beni.

Sulla possibilità di candidare il lago di Garda per le Olimpiadi estive del 2036, si espone il presidente di Federalberghi Garda Veneto Ivan De Beni: «È un’idea che testimonia quanto il nostro territorio sia attrattivo e riconosciuto a livello internazionale, e come Federalberghi Garda Veneto non possiamo che guardare con interesse a ogni opportunità di valorizzazione del Lago. Allo stesso tempo, però, riteniamo doveroso richiamare un principio di responsabilità».

«Negli ultimi anni il dibattito sul Garda si è concentrato sulla necessità di puntare sulla qualità dell’offerta turistica, sulla sostenibilità e sulla tutela della destinazione, anche alla luce delle criticità legate ai flussi e alla mobilità. Prima di immaginare grandi eventi, è fondamentale che alcune priorità vengano affrontate e risolte».

«Il completamento del collettore del Garda, in primis, resta un passaggio imprescindibile per la tutela ambientale del lago. Allo stesso modo, la mobilità e la viabilità rappresentano nodi centrali: dalla gestione dei flussi nei periodi di maggiore affluenza alla sicurezza degli utenti fragili della strada, fino allo sviluppo di sistemi di trasporto alternativi e integrati, compresa la mobilità sull’acqua».

Continua De Beni: «C’è poi un tema più ampio che riguarda la salvaguardia del paesaggio e dell’entroterra, dal Monte Baldo alle aree meno conosciute, che devono essere parte di una visione equilibrata e di lungo periodo. Il Garda ha costruito la propria forza sull’armonia tra ambiente, accoglienza e qualità dell’esperienza: è questo patrimonio che va preservato e rafforzato».

Per queste ragioni, «Federalberghi Garda Veneto, sulla scia di questo entusiasmo olimpico, invita a tenere alta l’attenzione su ciò che deve venire prima. Solo affrontando con serietà e concretezza le priorità infrastrutturali, ambientali e organizzative sarà possibile valutare, con responsabilità, se e come il Lago di Garda possa essere protagonista di sfide così ambiziose».

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