Marco Andreoli: «L’accessibilità digitale sarà il tema centrale del 2026»
di Matteo ScolariL’accessibilità è un tema che sta assumendo sempre più rilevanza, non solo a livello fisico, ma anche digitale. Marco Andreoli, fondatore della cooperativa Yeah, è uno dei protagonisti di questa trasformazione. La cooperativa, fondata da Andreoli e Fabio Lotti nel 2013, si è specializzata nell’accessibilità digitale, con un focus sulle interfacce digitali, sui siti web e le app mobile. In vista delle Paralimpiadi 2026, Marco Andreoli ha raccontato a Focus Verona Economia come la cooperativa sta lavorando per rispondere alle nuove sfide in materia di accessibilità.
Marco, come si sta preparando Yeah per il 2026?

Il 2026 sarà un anno importante per noi. Il tema dell’accessibilità digitale sta diventando sempre più rilevante, soprattutto in un anno come questo, che vedrà Verona protagonista con le Paralimpiadi. La nostra cooperativa sta seguendo da vicino l’evoluzione delle normative europee che obbligano le aziende a rendere accessibili i loro siti web, le app e le piattaforme online. In questo contesto, il nostro impegno è quello di supportare le imprese e le istituzioni veronesi nel rendere i loro contenuti digitali accessibili a tutti, affinché nessuno sia escluso.
Che ruolo gioca l’accessibilità digitale durante gli eventi olimpici e paralimpici?
Per le Paralimpiadi, l’accessibilità digitale è un tema fondamentale. Verona ospiterà la cerimonia di apertura, ed è fondamentale che tutti possano fruire in modo semplice e intuitivo delle informazioni relative all’evento. L’accessibilità digitale è un aspetto che deve essere integrato in tutti gli aspetti organizzativi, dai siti web agli app, fino alla gestione delle piattaforme di streaming. È nostro compito supportare queste iniziative, in modo che l’informazione e la partecipazione siano aperte a tutti, senza alcuna barriera.
Qual è la sfida più grande per IEA in vista del 2026?
La principale sfida è quella di rispondere ai crescenti bisogni di accessibilità digitale, soprattutto per le paralimpiadi. Ci stiamo concentrando sul rendimento e la fruibilità dei canali di piccole, medie e anche grandi aziende per approfittare di una visibilità globale, permettendo loro di farsi trovare pronte anche sotto questo aspetto. La sfida non è solo tecnica, ma culturale. L’inclusività digitale deve diventare una priorità per tutti gli enti che si occupano di eventi pubblici e sportivi, e noi siamo impegnati a far sì che la Verona 2026 sia accessibile a tutti.
In che modo la vostra cooperativa contribuisce a creare una città più inclusiva?
La nostra missione è quella di rendere il mondo digitale più accessibile a chiunque, sia che si tratti di persone con disabilità visive, motorie o cognitive. Crediamo che il miglioramento dell’accessibilità digitale non solo favorisca la partecipazione di tutti, ma crei anche un ambiente più inclusivo, in cui tutti possano contribuire, imparare e accedere alle opportunità. Lavoriamo per supportare le aziende e le istituzioni locali affinché possano allinearsi alle nuove normative e fare della digitalizzazione un’opportunità di crescita inclusiva.
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