BWH Hotels sopra quota 420 milioni. Crescita e rafforzamento nel Nord-Est
di Matteo ScolariBWH Hotels Italy & South-East Europe inaugura il 2026 con numeri che confermano la solidità del modello e una crescita trasversale dei principali indicatori economici. Il 2025 si è chiuso con un fatturato camere aggregato degli hotel affiliati superiore ai 420 milioni di euro e un portafoglio che supera le 200 strutture, di cui 185 tra Italia e Malta, grazie a un’espansione che negli ultimi dodici mesi ha portato sotto la responsabilità degli uffici italiani 45 nuovi hotel, otto dei quali in prossima apertura.
Nel perimetro nazionale, il rafforzamento del network interessa anche il Veneto e i suoi confini, con nuove destinazioni come Affi e Sirmione, che contribuiscono a consolidare la presenza capillare del Gruppo in aree a forte vocazione turistica e business. Un’espansione che si accompagna a performance operative in miglioramento: nel 2025 il tasso di occupazione medio annuo in Italia si è attestato al 74%, mentre il RevPar è cresciuto mediamente del 2,7%, con trend positivi diffusi anche al di fuori delle grandi città d’arte.

«I risultati del 2025 confermano la potenza del nostro modello e la capacità del brand di generare valore reale, oltre il benchmark», commenta la CEO Sara Digiesi, sottolineando come «quello che per noi conta è la crescita registrata dalle nostre strutture in modo diffuso e sulle diverse tipologie di destinazioni e segmenti». Un percorso che, aggiunge, è sostenuto anche da un miglioramento generalizzato della soddisfazione degli ospiti, in aumento su tutto il portafoglio grazie a un lavoro continuo su qualità e accoglienza.
Le dinamiche positive non riguardano solo l’Italia. Nei Paesi del Sud-Est Europa il fatturato cresce complessivamente del 5%, trainato dall’aumento dell’ADR, con punte particolarmente significative in Bulgaria (+20%) e Albania (+11%). In Italia, oltre alle buone performance delle principali destinazioni, emergono risultati rilevanti anche in località secondarie e territori meno battuti dai flussi internazionali, a conferma di una domanda sempre più distribuita.
Guardando alle grandi città, Milano registra un RevPar in crescita del 2,7%, mentre Napoli accelera ulteriormente (+4,7%). Roma migliora sull’ADR, Firenze resta in linea con il 2024 e Venezia sconta una flessione del RevPar legata alla contrazione della domanda nordamericana. Indicatori che, nel complesso, posizionano il Gruppo sopra la media di settore, come dimostrano i livelli di Revenue Generating Index superiori a 130 nelle principali destinazioni.

Le prospettive per il 2026 rafforzano ulteriormente il quadro. L’andamento dell’on the book segnala già oggi una domanda in crescita del 12% sui prossimi mesi, con anticipi di prenotazione particolarmente marcati nelle aree coinvolte dal periodo olimpico, a partire da Milano e dalla Valtellina, con effetti che si estendono a Lombardia e Veneto e, a cascata, sull’intero territorio nazionale. «L’impatto del periodo olimpico – spiega Digiesi – si traduce non solo in volumi più elevati, ma anche in una qualità crescente delle prenotazioni. Siamo pronti a trasformare questo grande evento in un volano di promozione duratura per le nostre destinazioni».
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