Federalberghi Garda Veneto investe sulla formazione dei manager e titolari di hotel
di Matteo ScolariLa formazione come leva strategica per affrontare una delle sfide più complesse del turismo contemporaneo: la carenza di personale. È questa la direzione scelta da Federalberghi Garda Veneto, che amplia il progetto formativo “Essere Umani”, portandolo per la prima volta anche ai manager e ai titolari delle strutture ricettive.
Dopo l’esperienza avviata lo scorso anno con gli studenti delle scuole alberghiere, il percorso si evolve e coinvolge ora chi guida le imprese turistiche, con l’obiettivo di rafforzare la qualità delle relazioni interne e la capacità di costruire ambienti di lavoro attrattivi e sostenibili. Un passaggio chiave in un settore in profonda trasformazione, dove la competizione non riguarda solo i mercati ma anche le risorse umane.

Con il nuovo catalogo dei corsi gratuiti finanziati dal Fondo For.Te, Federalberghi Garda Veneto propone alle aziende associate una formazione che affianca ai percorsi obbligatori per i dipendenti anche incontri individuali e corsi specifici per manager e titolari, pensati per migliorare la gestione dei gruppi di lavoro e il clima aziendale.
«Partiamo dai corsi obbligatori rivolti a tutti i lavoratori, ma abbiamo voluto affiancare anche percorsi basati sulla relazione umana», spiega Mattia Boschelli, direttore di Federalberghi Garda Veneto. «Per la prima volta abbiamo pensato anche a ore one-to-one per manager e titolari, per rafforzare il lavoro di squadra e affrontare le difficoltà in modo positivo».
Alla base dell’iniziativa c’è una lettura chiara delle difficoltà del settore. «La carenza di personale non è un problema di numeri ma di ambienti di lavoro», sottolinea Boschelli. «L’obiettivo non è solo coprire un posto di lavoro ma costruire ambienti in cui le persone abbiano voglia di restare, in cui possano crescere e sentirsi parte di un progetto».

Un tema reso ancora più complesso dalla convivenza di generazioni diverse all’interno delle imprese turistiche. «Nelle aziende oggi convivono quattro generazioni – continua Boschelli – ed è questa una delle difficoltà più grandi. Serve metodo, ma soprattutto ascolto, perché i bisogni sono diversi e bisogna saper comunicare in modo diverso».
Il progetto formativo si inserisce così in un dibattito più ampio sul lavoro nel turismo gardesano, dove la qualità dell’offerta passa sempre più dalla qualità delle condizioni di lavoro. «Turismo gardesano significa qualità – evidenzia Boschelli – e questa parte dalla formazione, da una retribuzione adeguata e da un ambiente di lavoro tutelante. Gli stipendi bassi sono un tema da attenzionare per evitare gli errori del passato. Vogliamo costruire un percorso di lungo respiro con i nostri collaboratori».
I nuovi corsi per manager e titolari si collocano dunque nello stesso solco tracciato con i più giovani: lavorare su empatia, ascolto e relazioni, per rafforzare la tenuta del settore e renderlo più attrattivo nel tempo. «Si uniscono nel metodo dell’ascolto, dell’empatia e della relazione umana», conclude Boschelli. «Questo è il punto di contatto che abbiamo pensato: formare sia i lavoratori che chi li guida, per portare tutto questo dentro le aziende».
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