Confimi Apindustria Verona, la voce delle PMI nel cuore produttivo del Veneto
di RedazioneGuidare una realtà associativa in un territorio tra i più performanti d’Italia non è solo un impegno, ma una responsabilità. Lo sa bene Claudio Cioetto, Presidente di Confimi Apindustria Verona, che ogni giorno porta le istanze delle piccole e medie imprese veronesi ai tavoli della politica e dell’economia nazionali: «Offriamo assistenza fiscale, sul lavoro, sulla sicurezza, nel rapporto con le banche: tutta l’assistenza necessaria a un’azienda» spiega Cioetto, rimarcando il ruolo strategico dell’associazione.
L’impegno, secondo il presidente, è un dovere morale: ogni imprenditore che aderisce a un’associazione deve «dedicarsi in maniera importante», riconoscendo il valore del confronto, della rappresentanza e della condivisione dei problemi. Perché le sfide, oggi, non mancano. L’economia rallenta, gli equilibri geopolitici pesano sui bilanci, molte imprese «stanno arrancando», mentre la programmazione degli investimenti è resa instabile da misure governative altalenanti: «Fino alla fine del 2024 abbiamo avuto a che fare con il Piano Transizione 5.0, che doveva fungere da volano per l’economia e, invece, si è rivelato un fallimento che ha portato il Governo a “stoppare” questa manovra, mettendo in difficoltà molte aziende. Lavorando così, le imprese non possono fare programmazione degli investimenti – sottolinea -. E senza investimenti non c’è crescita».
Eppure, Verona resta un’eccellenza: dalla prima posizione in Italia nell’agricoltura, alla meccanica, al marmo, fino al comparto immobiliare: «Verona è la provincia con il miglior PIL e le migliori performance economiche del Veneto», ricorda Cioetto. Ma il potenziale potrebbe essere ancora maggiore se il sistema Paese guardasse con più decisione alle imprese. Oggi, dazi, cambi valutari sfavorevoli e la presenza sempre più pervasiva della Cina rischiano di soffocare le PMI.
In attesa di politiche più solide, Cioetto guarda al futuro con realismo: «La sfida è continua, ogni giorno. Ma siamo consapevoli che col nostro operato riusciamo a dare qualcosa di positivo alle aziende». L’auspicio è crescere insieme agli associati, «viaggiando su un unico binario», offrendo risposte concrete alle loro esigenze. Perché le istanze delle imprese, ribadisce, «sono il nostro core business».
Stop and Go del Piano 5.0: incertezza per le imprese
Tra i temi più sentiti da Confimi Apindustria Verona emerge il destino del Piano Transizione 5.0, atteso come leva per la modernizzazione del sistema produttivo. L’insieme di incentivi, nato per sostenere digitalizzazione e innovazione, non ha funzionato. Le correzioni normative e le continue revisioni, culminate nello stop anticipato annunciato dal Governo, hanno messo in difficoltà molte aziende che avevano avviato investimenti. Nonostante la recente riapertura di una finestra di pochi giorni per chi aveva già l’iter in corso, il messaggio per il presidente è chiaro: senza stabilità normativa e capacità di programmazione, il tessuto industriale non può crescere. “Stop and go” legislativi frenano e disincentivano l’innovazione, impedendo alle PMI di compiere quei passi decisivi necessari alla competitività.
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