Coldiretti a Strasburgo contro l’accordo UE-Mercosur
di Valentina Ceriani«Fermare le importazioni sleali di cibi che non rispettano gli standard europei e mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Le stesse regole che seguono le imprese agricole in Europa devono essere rispettate da chi vuole vendere da noi, da qualunque Paese voglia esportare qui. E servono più controlli, perché ora solo il 3% delle merci viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere». Questa la posizione di Coldiretti, presente oggi a Strasburgo in corteo fino al Parlamento Europeo con oltre mille soci agricoltori guidati dal Presidente Ettore Prandini e dal Segretario Generale Vincenzo Gesmundo, al fianco degli agricoltori francesi della Fnsea.
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«La deriva autocratica e ideologica imposta da Ursula Von der Leyen sta uccidendo l’agricoltura europea e mettendo a rischio la sovranità alimentare del continente. La Commissione ha il dovere di difendere le produzioni europee, i cittadini consumatori e la sicurezza del cibo. Se Von der Leyen non garantisce subito reciprocità, controlli e trasparenza nel commercio internazionale, deve lasciare il suo incarico e abbandonare subito le follie che ad oggi hanno contraddistinto la sua gestione antidemocratica», prosegue Coldiretti.
«Il negoziato sul Mercosur è l’emblema delle follie della Commissione: un accordo costruito per importare prodotti senza reciprocità e senza controlli sanitari e ambientali, aprendo la strada ad altri trattati ancora più pericolosi per l’agricoltura e il cibo europeo».

«Continuiamo la nostra protesta sul tema della trasparenza – sottolinea il presidente di Coldiretti Ettore Prandini – nell’interesse delle imprese agricole ma soprattutto dei cittadini consumatori. Vogliamo dare garanzie sulla qualità dei prodotti e, soprattutto, assicurare che i cibi importati rispettino esattamente le stesse regole e gli stessi standard ai quali sono sottoposte le nostre imprese. Questo vale per il Mercosur, ma vale anche per tutti gli accordi futuri che verranno siglati: abbiamo la necessità di dare certezza e tutela al lavoro dei nostri agricoltori. La nostra battaglia continuerà oggi, nei prossimi giorni, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, finché non otterremo elementi chiari di trasparenza e di coerenza da parte della Commissione europea».
«Siamo qui per denunciare la necessità che, partendo proprio dal Mercosur, tutti i prodotti che importiamo in Europa e soprattutto in Italia siano pienamente tracciabili – dichiara il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo – Noi abbiamo fotografato nel porto di Rotterdam quella che possiamo definire la porta degli inferi: le cose più schifose che arrivano in Italia. È quindi necessario che, partendo da questa grande capacità di mobilitazione popolare, si possa arrivare non solo al concetto di reciprocità, ma a un controllo che riguardi tutte, tutte, tutte le merci che importiamo, sia dal punto di vista della qualità sia, soprattutto, da quello della salubrità. I Paesi dai quali importiamo prodotti e derrate alimentari utilizzano ancora fitofarmaci e veleni che in Europa sono stati banditi da oltre quarant’anni. Questo non è pensabile né auspicabile: non possiamo continuare in questa direzione».
A Strasburgo anche una delegazione di Coldiretti Verona
«Siamo a Strasburgo con un obiettivo chiaro, – ha spiegato Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona – cioè proteggere il futuro dei nostri imprenditori. Non accettiamo accordi di libero scambio che ignorano il principio fondamentale della reciprocità. Non siamo contro il mercato globale, ma pretendiamo che chiunque esporti in Europa rispetti le stesse rigide regole imposte a noi. È inaccettabile che l’agricoltura venga usata dalla Commissione von der Leyen come merce di scambio per favorire gli interessi industriali di singoli Stati, come la Germania. Produrre cibo di qualità difendendo chi lo coltiva dovrebbe essere un segno di lungimiranza, non un peso da svendere. Oggi chiediamo coerenza ai parlamentari europei: devono scegliere se stare concretamente al fianco degli agricoltori o piegarsi alle logiche dei gruppi politici. La nostra mobilitazione non si fermerà finché non avremo ottenuto certezze e dignità per il lavoro agricolo».
«La nostra presenza qui a Strasburgo – ha sottolineato Massimo Albano, direttore di Coldiretti Verona – serve a denunciare una distorsione del mercato che danneggia le nostre imprese. Non si può pretendere rigore assoluto all’interno dei confini comunitari e poi chiudere entrambi gli occhi sui prodotti che arrivano da altri continenti. Senza reciprocità, il cosiddetto ‘libero scambio’ si trasforma in una concorrenza sleale ai danni delle nostre eccellenze. Il Parlamento Europeo ha ora il potere e il dovere di intervenire per modificare la proposta della Commissione. Chiediamo regole uguali per tutti: se una norma viene imposta a un produttore italiano, deve valere anche per chi esporta verso l’Europa. Diversamente, ci troviamo di fronte a una presa in giro che non siamo disposti a tollerare. Siamo pronti a sostenere questa battaglia nei prossimi giorni e nei prossimi mesi, con ogni mezzo necessario, per garantire il futuro del comparto».
Uno dei comparti agricoli che subirebbero più di altri di questa concorrenza sleale nella provincia di Verona, sarebbe quella della produzione di carne. Secondo i dati elaborati dal Centro Studi di Coldiretti Verona su fonte BDN (Banda Dati Nazionale dell’anagrafe zootecnica gestita dal Ministero della Salute) la produzione di carne, sia bovina che avicola, rappresenta il settore più dinamico e in salute della provincia veronese. I bovini da carne hanno stabilizzato la loro presenza sopra quota centomila con una crescita strutturale negli ultimi cinque anni da 89.376 capi nel 2021 ai 109.447 stimati nel 2025. Il settore dei polli da carne veronese si conferma un colosso produttivo capace di recuperare rapidamente i cali congiunturali del 2021 a causa dell’aviaria e puntare alla soglia dei 15 milioni di capi stimati per il 2025 con un incremento di circa 2,4 milioni di capi rispetto al 2022 che conferma la centralità e la forte espansione della filiera avicola nel territorio.
«Se l’accordo Mercosur passa, – interviene Giacomo Beltrame, vicepresidente di Coldiretti Verona, presente a Strasburgo – a pagare saremo noi allevatori e, soprattutto, i cittadini europei. Siamo qui a Strasburgo per denunciare un trattato che non è solo commerciale, ma rappresenta una minaccia diretta alla salute e al lavoro. In Europa e in Italia seguiamo regole severissime per garantire carne sicura, mentre questo accordo spalanca le porte a prodotti ottenuti con ormoni e pesticidi vietati da noi da oltre 25 anni. Non possiamo accettare un doppio standard che penalizza chi rispetta le regole e mette a rischio i consumatori: diciamo no alla concorrenza sleale e ai veleni nel piatto, per difendere la trasparenza e il vero Made in Italy».
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