Economia veneta in salute, ma inflazione in rialzo: bene lavoro e investimenti, export in calo
di RedazioneIl nuovo Bollettino socio-economico del Veneto fotografa un avvio 2025 positivo per l’economia veneta: crescita del PIL prevista a +0,8% quest’anno e +0,9% nel 2026, con consumi delle famiglie a +1,1% e investimenti fissi lordi a +1,4%, quasi il triplo della media nazionale. Il mercato del lavoro si conferma solido: nel primo trimestre gli occupati aumentano dell’1,5% rispetto al 2024, trainati dalla componente femminile (+2,4% contro il +0,9% maschile), mentre il tasso di disoccupazione scende al 3,3%.
Sul fronte prezzi, però, a giugno l’inflazione regionale sale all’1,7%, spinta dall’aumento dei beni alimentari e da rincari più marcati di abitazione, istruzione e servizi ricettivi. Non mancano criticità nel tessuto produttivo: le imprese attive calano dello 0,8% su base annua, con flessioni in agricoltura e industria e stabilità nei servizi.
L’interscambio commerciale segna una battuta d’arresto: tra gennaio e marzo l’export veneto scende dell’1,2% (in controtendenza rispetto al +3,2% italiano), complice il calo verso Germania e Francia. Tengono invece agroalimentare, comparto orafo e industria della carta, con crescite rispettive del +4,8%, +5,9% e +3,3%, e mercati in espansione come Emirati Arabi Uniti (+29,5%) e Messico (+17,8%).
Il turismo chiude il 2024 con un nuovo record storico: 73,4 milioni di presenze (+2,2% sul 2023), grazie soprattutto alla clientela straniera (+4% di presenze), mentre calano gli italiani. Nei primi cinque mesi del 2025 si registra un arretramento rispetto allo stesso periodo del 2024, ma il confronto è influenzato dallo spostamento delle festività tedesche a giugno.
Dal punto di vista sociale, il Veneto mantiene una ricchezza pro capite di 41,6 mila euro, superiore alla media italiana, e una popolazione straniera giovane (10,3% del totale), che contribuisce a mitigare il calo demografico. Restano sfide aperte su consumo di suolo e transizione verso una mobilità più sostenibile, con le auto ibride ed elettriche che rappresentano ancora una minoranza del parco circolante.
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