Il Magnifico Rettore Pier Francesco Nocini.
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Occupazione e retribuzioni in crescita per i laureati dell’Università di Verona

di Matteo Scolari
I dati Almalaurea 2025 confermano le ottime performance dei laureati scaligeri: il magnifico rettore Nocini sottolinea il valore del progetto di ateneo.

L’Università di Verona si distingue ancora una volta nel panorama accademico nazionale grazie ai dati dell’ultimo rapporto Almalaurea, presentato martedì 10 giugno a Brescia durante il convegno «Laureati e lavoro nel prisma del mismatch». Il focus del consorzio nazionale ha evidenziato come, per i laureati veronesi, occupazione e retribuzioni siano in crescita, con performance che superano la media regionale.

L’indagine, che ha coinvolto 8.643 laureate e laureati dell’Ateneo, ha preso in esame i profili di primo e secondo livello usciti nel 2023 (intervistati a un anno dal titolo) e i laureati magistrali del 2019 (a cinque anni dalla laurea). I risultati sono netti: l’85,2% dei laureati triennali del 2023 risulta occupato a un anno dal titolo, contro una media regionale dell’83,2%. Cresce anche la qualità del lavoro: il 38,2% ha un contratto a tempo indeterminato e la retribuzione media mensile è di 1.563 euro netti, in aumento rispetto ai 1.494 euro rilevati nel 2023.

Per quanto riguarda le lauree magistrali biennali e a ciclo unico, il tasso di occupazione a un anno dal titolo è dell’86%, con retribuzioni medie attorno ai 1.509 euro. Il dato migliora sensibilmente a cinque anni dal conseguimento del titolo: l’occupazione sale al 91,8%, i contratti stabili raggiungono il 57,8% e le retribuzioni toccano quota 1.844 euro netti al mese.

Il Polo Santa Marta dell'Università di Verona
Il Polo Santa Marta dell’Università di Verona

Altro elemento significativo riguarda l’efficacia percepita del titolo di studio: oltre il 68% dei laureati ritiene che la propria formazione sia stata utile per il lavoro attuale, soprattutto tra i magistrali a ciclo unico. Il settore dei servizi accoglie l’84,1% degli occupati, seguito dal comparto industriale con il 15,4%.

Il profilo del laureato veronese emerso nel report è quello di uno studente motivato, concreto e preparato al mondo del lavoro. Tra i 5.225 laureati del 2024, il 65,1% ha concluso gli studi nei tempi previsti, ben oltre la media italiana del 58,7%. L’età media alla laurea si attesta sui 25,6 anni. Più dell’80% ha svolto un tirocinio curriculare, il 12% ha partecipato a un programma internazionale di studio e il 79,1% ha lavorato durante il percorso universitario, segno di una precoce capacità di conciliare formazione e esperienza professionale.

Molto alto anche il grado di soddisfazione: l’89,1% degli intervistati si dichiara soddisfatto dell’esperienza universitaria nel complesso, mentre il 67,7% sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso ateneo.

A sottolineare il significato di questi risultati interviene il rettore Pier Francesco Nocini, che dichiara: «Gli eccellenti dati occupazionali delle nostre laureate e dei nostri laureati sono il risultato di un progetto di ateneo di questi anni del mio mandato cui si è dedicata l’intera comunità universitaria. Abbiamo aumentato il numero dei corsi di studio per dare una proposta formativa completa a studentesse e studenti e per rispondere alle necessità di profili professionali richiesti dal mondo del lavoro».

Il magnifico rettore Pier Francesco Nocini.

Nocini evidenzia inoltre l’importanza del sistema di servizi, progetti e iniziative di orientamento pensato per accompagnare gli studenti sin dall’inizio del loro percorso universitario. Tra le azioni più incisive, gli stage extracurriculari, gli incontri con aziende ed enti, l’orientamento al lavoro e i Recruiting Day di Verona e Vicenza, organizzati due volte all’anno in collaborazione con le Camere di commercio.

«Oggi le nostre laureate e i nostri laureati hanno le conoscenze, le competenze e i giusti strumenti per inserirsi nel modo del lavoro in modo coerente rispetto alla loro formazione e ai loro desideri», conclude il rettore.

Giuseppe Riello e Pier Francesco Nocini
Giuseppe Riello e Pier Francesco Nocini.

Il rapporto Almalaurea 2025 fotografa dunque un ateneo in salute, proiettato al futuro e fortemente radicato nel tessuto produttivo del territorio, capace di formare figure professionali competitive e pronte a rispondere alle esigenze reali del mercato del lavoro.

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