Gladich (Durello): «Abbiamo avviato un percorso di maggiore chiarezza per i consumatori»
di Matteo ScolariAl Vinitaly 2025 il Consorzio Lessini Durello ha presentato una novità importante: una suddivisione dei disciplinari per rendere più comprensibile l’offerta al consumatore finale. L’obiettivo è duplice: fare chiarezza e rafforzare l’identità di una denominazione che, negli ultimi anni, ha saputo crescere sia in quantità che in qualità. Ne abbiamo parlato con il direttore Igor Gladich.
Direttore, che novità avete presentato a questa edizione di Vinitaly?
Abbiamo avviato un percorso di maggiore chiarezza per i consumatori, suddividendo la denominazione in due disciplinari distinti. Ora abbiamo il disciplinare “Lessini Durello” per il metodo Charmat, e “Monti Lessini” per il metodo classico. Il comprensorio spumantistico resta uno solo, ma ora è più semplice per chi acquista capire cosa ha di fronte.
Una scelta tecnica, ma anche strategica?
Sì, assolutamente. Il nostro obiettivo è mettere il consumatore al centro, semplificando la lettura della nostra proposta. Oggi, guardando l’etichetta, si può capire con immediatezza se si tratta di metodo classico o Charmat, e questo aiuta sia il mercato che la comunicazione.
Che momento sta vivendo la denominazione Lessini Durello?
Il 2024 si è chiuso con il picco produttivo dalla nascita della denominazione: 1 milione e 200 mila bottiglie. Ma il dato più interessante è la crescita del metodo classico, che in otto anni è passato dal 6% al 33% della produzione. Questo significa che sta crescendo tutta la denominazione, e che c’è una spinta importante verso la qualità.
Ci sono ancora margini per crescere ulteriormente?
Sì, anche se la strada è “stretta e in salita”, come dico spesso. L’obiettivo ora è consolidare, aumentare il numero di produttori che vogliono investire con un approccio qualitativo. Il lavoro quotidiano non è semplice, ma abbiamo fiducia: le basi sono solide e i produttori stanno dimostrando grande impegno.
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