Vinitaly traina Verona: città e provincia verso il sold out, l’occupazione alberghiera supera il 90%
di Matteo ScolariCresce l’attesa per il Vinitaly 2025, che torna a Verona dal 6 al 9 aprile confermandosi l’evento di riferimento per il settore vitivinicolo internazionale. Il salone, giunto alla sua 57ª edizione, porterà in fiera oltre 4.000 aziende espositrici distribuite in 18 padiglioni, accogliendo operatori provenienti da 140 Paesi. Si prevede un’affluenza di circa 30.000 buyer esteri, molti dei quali dagli Stati Uniti, protagonisti di un ricco calendario di degustazioni, conferenze, wine talk, workshop e incontri B2B.
La manifestazione non rappresenta solo un punto nevralgico per l’enologia italiana, ma anche una potente leva per la promozione turistica e per l’economia locale. A una settimana dall’apertura, i dati registrano un vero e proprio sold out alberghiero, sia in città che in provincia. Secondo le analisi elaborate dall’Osservatorio Turistico Verona Garda con il supporto della piattaforma HBenchmark, l’occupazione media degli hotel tra il 3 e il 9 aprile ha già raggiunto il 75% il 31 marzo, per poi superare il 90% il 7 aprile, toccando i massimi proprio nelle giornate centrali della fiera.
La domanda si è intensificata soprattutto negli ultimi 15 giorni, con una crescita di 12 punti percentuali in città e di 15 punti in provincia, dove si è registrata una vera e propria corsa all’ultima camera. I prezzi medi riflettono la forte domanda: in città si arriva a 209 euro a notte, nel centro storico la tariffa media è di 279 euro, mentre in provincia il prezzo medio è più contenuto, attestandosi sui 166 euro.
Secondo Maurizio Russo, presidente di Federalberghi Verona, l’alta richiesta registrata in provincia è frutto diretto della saturazione dell’offerta in città e delle tariffe più accessibili. Russo ha sottolineato che molte strutture hanno abbassato il numero di notti minime richieste per favorire l’occupazione delle camere ancora disponibili, ottenendo così una risposta rapida e positiva dalla domanda.

Il campione analizzato comprende 42 strutture alberghiere, per un totale di 2.686 camere disponibili, di cui 1.261 nel centro storico di Verona e 1.425 nella provincia (esclusa l’area del Lago di Garda Veneto). La presenza è equamente distribuita tra hotel a 3 e 4 stelle, con una buona rappresentanza di strutture di alto livello, a testimonianza della capacità ricettiva qualitativa dell’area veronese.
Anche il settore extra alberghiero mostra segnali molto positivi. La piattaforma Lighthouse rileva che tra il 5 e l’8 aprile, l’occupazione media degli alloggi a Verona ha raggiunto il 70%, con un picco del 75% nella giornata di domenica 6 aprile. Nella provincia, escluso il Lago di Garda, l’occupazione delle strutture extra alberghiere ha toccato il 46%, salendo oltre il 50% il 6 aprile.
Ma Vinitaly non è solo business. La fiera apre le porte a nuovi format, come il Vinitaly Tourism, dedicato all’incontro tra mondo del vino e turismo. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia di promozione dell’enoturismo come prodotto d’eccellenza, su cui Verona e il suo territorio stanno investendo in modo strutturato.
Paolo Artelio, presidente di Destination Verona & Garda Foundation, ha evidenziato il valore strategico dell’enoturismo nel Piano della Fondazione. Artelio ha ricordato come, grazie alla collaborazione con i Comuni soci e gli operatori, siano state mappate e raccolte oltre 100 esperienze enoturistiche oggi presenti nel catalogo ufficiale della destinazione. Ha poi sottolineato che «l’obiettivo è offrire attività a partenza garantita, che rispondano alla domanda concreta dei turisti, sempre più attenti alla qualità e all’autenticità dell’esperienza».

Vinitaly si conferma così un appuntamento fondamentale non solo per il settore enologico, ma anche per la promozione turistica integrata del territorio, in grado di generare ricadute positive su ospitalità, servizi, cultura e valorizzazione delle eccellenze locali.
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