Giordano: «Perché Bricolo? Vogliamo tutelare gli interessi della Fondazione e della città»
di Matteo ScolariLa presidenza di Veronafiere è in scadenza e il dibattito sul possibile rinnovo di Federico Bricolo si fa sempre più acceso. La società fieristica scaligera, partecipata da soggetti pubblici e privati, ha tra i suoi principali azionisti il Comune di Verona (39,483%), Fondazione Cariverona (24,078%) e la Camera di Commercio di Verona (12,985%). In questo contesto, Fondazione Cariverona ha espresso il proprio sostegno per la riconferma di Bricolo, con un endorsement pubblico del suo presidente, Bruno Giordano.
L’intervento di Giordano ha sollevato critiche in alcuni ambienti politici cittadini, dove si è visto nella sua presa di posizione un’ingerenza nel processo decisionale. Tuttavia, il presidente della Fondazione ha difeso la sua scelta, ribadendo la validità del lavoro svolto sotto la guida di Bricolo e sottolineando la necessità di garantire continuità alla governance di Veronafiere in una fase importante di crescita e sviluppo.
Presidente Giordano, perché Fondazione Cariverona sostiene il rinnovo di Federico Bricolo alla guida di Veronafiere?
La nostra posizione nasce dalla volontà di garantire stabilità e continuità a una realtà strategica per Verona e per il territorio. In questi anni, sotto la guida di Federico Bricolo, Veronafiere ha affrontato sfide importanti e ha ottenuto risultati positivi, sia in termini di ripresa post-pandemia che di sviluppo strategico. Il nostro obiettivo è tutelare gli interessi della Fondazione e della città, garantendo una leadership che abbia esperienza e visione.
Alcune forze politiche locali hanno criticato il suo endorsement, sostenendo che la Fondazione non dovrebbe entrare in dinamiche politiche. Cosa risponde?
Non si tratta di una questione politica, ma di governance e di scelte strategiche per la città. Veronafiere è una realtà economica di primo piano, e la Fondazione, in qualità di azionista di riferimento, ha il dovere di esprimere il proprio punto di vista sulla gestione futura. La nostra posizione si basa su un’analisi oggettiva dei risultati e delle prospettive di crescita della fiera, non su logiche politiche.
Quali sono i risultati ottenuti da Veronafiere sotto la presidenza Bricolo che giustificano questa scelta?
Negli ultimi anni, Veronafiere ha saputo riposizionarsi sul mercato, rafforzando il proprio ruolo internazionale e mantenendo la leadership nei settori di riferimento, come l’agroalimentare e il vino. Sono stati realizzati investimenti importanti, come il potenziamento del quartiere fieristico e l’innovazione tecnologica per migliorare i servizi espositivi. La stabilità del management è un fattore determinante per proseguire questo percorso.
C’è stato un confronto con gli altri soci sulla questione del rinnovo?
Sì, il dialogo con gli altri soci è costante. Chiaramente, ogni azionista ha le proprie valutazioni, ma la nostra posizione è chiara: riteniamo che Bricolo abbia lavorato bene e che la sua riconferma sia un’opzione logica per garantire continuità e sviluppo alla fiera.
Quali sono le prospettive future per Veronafiere e quale ruolo giocherà Fondazione Cariverona?
Veronafiere deve continuare a investire sull’internazionalizzazione e sulla sostenibilità, due leve fondamentali per il futuro. La Fondazione sarà sempre attenta a supportare strategie che vadano in questa direzione, nell’interesse del territorio e del sistema economico veronese.
In Evidenza
Banca di Asti premiata dall’ABI per un progetto tra energia rinnovabile e biodiversità

Pasqua, FlixBus potenzia Verona: oltre 120 destinazioni e nuove tratte internazionali

Energia, stangata da 15 miliardi: famiglie e imprese sotto pressione

Export agroalimentare e caos globale: a Verona esperti a confronto

La nuova primavera del vivere lento: tra orti, giardini e ritorno alla natura

Magis e Confcommercio Verona: intesa su luce e gas

Lavoro, il Veneto rallenta: nel 2025 meno crescita ma Verona resta tra le province più dinamiche

Poste Italiane punta dritta su Tim: «Vogliamo guidare la trasformazione tecnologica»

Revolut vola: utili record a 2,3 miliardi e ricavi a 6 miliardi, spinta globale per la banca digitale





