Banco BPM ottiene una vittoria fiscale milionaria sul caso Antonveneta
di Matteo ScolariUna storica vittoria legale per Banco BPM: la Corte di Cassazione ha emesso una sentenza favorevole che pone fine alla lunga vertenza fiscale avviata per l’annullamento degli avvisi di accertamento del 19 dicembre 2011. Il caso, riguardante i costi sostenuti nel 2005 dalla Banca Popolare Italiana durante il tentativo di scalata a Banca Antonveneta, si è concluso con l’annullamento definitivo degli avvisi.
La controversia, durata oltre un decennio, aveva visto la banca impegnata a difendere la deducibilità di tali costi, contestati dall’Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Lombardia e ha accolto il ricorso originario della banca, confermando la fondatezza delle sue argomentazioni.
Grazie alla sentenza, Banco BPM otterrà la restituzione di 201,9 milioni di euro, somma versata a titolo provvisorio tra il 2012 e il 2015, oltre agli interessi maturati. L’importo era stato iscritto a bilancio nella voce “altre attività”, dimostrando la fiducia della banca nella conclusione positiva del contenzioso.
La banca si è avvalsa della competenza dello Studio Tremonti Romagnoli Piccardi e Associati, rappresentato da Cristiano Caumont Caimi e Laura Puddu, e dello Studio Stevanato, con il Prof. Dario Stevanato. Questo successo sottolinea l’importanza della perseveranza e dell’attenzione al dettaglio in materia fiscale e legale.
Banco BPM esprime soddisfazione per questa sentenza, che non solo garantisce il recupero delle somme versate, ma rappresenta anche un riconoscimento della correttezza delle sue posizioni.
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