Cooperativa sociale Monteverde, Roberta Castagnini è la nuova presidente
di adminPsicologa, 40 anni e 3 figli, da diversi anni è vicepresidente: da oggi Castagnini guida il Cda della cooperativa che offre servizi nell'est veronese. Riceve il testimone da Giovanni Soriato, al timone per 15 anni
Servizi capaci di rispondere ai bisogni del territorio e attenzione al bene comune e alla sostenibilità. Con questi obiettivi si è già messo al lavoro il nuovo Consiglio di amministrazione della cooperativa sociale Monteverde, realtà che da 36 anni opera nell’Est Veronese e fornisce servizi alle persone con disabilità, minori e famiglie.
Dopo 15 anni, il caldierese Giovanni Soriato passa il testimone della presidenza alla tregnaghese Roberta Castagnini, 40 anni, 3 figli, psicologa e psicoterapeuta, che negli ultimi tre anni aveva ricoperto il ruolo di vicepresidente. Un passaggio anche generazionale (l’età media del Cda è di 42 anni), preparato a lungo all’interno della cooperativa, nel segno della continuità ma pure dell’innovazione.
Soriato rimarrà nel Cda col ruolo di vicepresidente e consigliere; è stato riconfermato insieme a Francesco Tosato (direttore della cooperativa) e Alice Scala (psicologa e psicoterapeuta, in Monteverde coordinatrice dei Servizi sociali sul territorio). Entrano invece come new entry del Consiglio Roberto Barbi (psicologo del lavoro e psicoterapeuta, in Monteverde responsabile delle Risorse umane), Davide Milani (laureato in Psicologia e coordinatore dell’Area disabilità di Monteverde) ed Enrica Ba (avvocata civilista, familiare di utenti dei servizi di Monteverde).
Castagnini è la prima presidente donna della cooperativa sociale Monteverde, per la quale lavora dal 2007, prima come educatrice e poi come psicologa, occupandosi soprattutto di servizi per persone con disabilità, minori e famiglie. «Ma la presenza femminile non è un’eccezione nella nostra realtà, perché tre quarti dei soci lavoratori sono donne – precisa la presidente, passando a elencare i temi che saranno al centro del suo incarico triennale -. Insieme al Cda e alla direzione, continueremo a mantenere e a sviluppare quella che dal 1986 in poi è sempre stata la caratteristica di Monteverde, ovvero la capacità di rispondere in modo capillare, individualizzato e innovativo ai bisogni del territorio, con particolare attenzione alle persone più fragili».
Le idee non mancano: dall’area disabilità – anche con azioni legate al “Dopo di noi” – fino agli interventi per evitare il ritiro sociale degli adolescenti, penalizzati da due anni di pandemia, come col progetto “Il filo di Arianna”, in corso. «E poi porteremo avanti il tema della sostenibilità integrale, che da alcuni anni fa parte della nostra identità: siamo convinti che questo approccio abbia ricadute positive su tutto il territorio in cui operiamo e che possa contribuire al bene comune», sottolinea la presidente.
Una visione che, negli anni, ha sempre dato ottimi risultati, con collaborazioni instaurate con i cittadini, le istituzioni e le realtà produttive della vallata e non solo. «Lo dimostra la lotteria in corso: stiamo distribuendo 24mila biglietti per chiedere alle persone di sostenere i nostri quattro laboratori educativo-riabilitativi e produttivi, in cui seguiamo ogni giorno 40 persone con vari gradi di disabilità – conclude Castagnini –. La risposta della comunità? Entusiasta: segno di grande sensibilità e voglia di migliorare insieme a noi la vita delle persone».
Dopo 15 anni, il caldierese Giovanni Soriato passa il testimone della presidenza alla tregnaghese Roberta Castagnini, 40 anni, 3 figli, psicologa e psicoterapeuta, che negli ultimi tre anni aveva ricoperto il ruolo di vicepresidente. Un passaggio anche generazionale (l’età media del Cda è di 42 anni), preparato a lungo all’interno della cooperativa, nel segno della continuità ma pure dell’innovazione.
Soriato rimarrà nel Cda col ruolo di vicepresidente e consigliere; è stato riconfermato insieme a Francesco Tosato (direttore della cooperativa) e Alice Scala (psicologa e psicoterapeuta, in Monteverde coordinatrice dei Servizi sociali sul territorio). Entrano invece come new entry del Consiglio Roberto Barbi (psicologo del lavoro e psicoterapeuta, in Monteverde responsabile delle Risorse umane), Davide Milani (laureato in Psicologia e coordinatore dell’Area disabilità di Monteverde) ed Enrica Ba (avvocata civilista, familiare di utenti dei servizi di Monteverde).
Castagnini è la prima presidente donna della cooperativa sociale Monteverde, per la quale lavora dal 2007, prima come educatrice e poi come psicologa, occupandosi soprattutto di servizi per persone con disabilità, minori e famiglie. «Ma la presenza femminile non è un’eccezione nella nostra realtà, perché tre quarti dei soci lavoratori sono donne – precisa la presidente, passando a elencare i temi che saranno al centro del suo incarico triennale -. Insieme al Cda e alla direzione, continueremo a mantenere e a sviluppare quella che dal 1986 in poi è sempre stata la caratteristica di Monteverde, ovvero la capacità di rispondere in modo capillare, individualizzato e innovativo ai bisogni del territorio, con particolare attenzione alle persone più fragili».
Le idee non mancano: dall’area disabilità – anche con azioni legate al “Dopo di noi” – fino agli interventi per evitare il ritiro sociale degli adolescenti, penalizzati da due anni di pandemia, come col progetto “Il filo di Arianna”, in corso. «E poi porteremo avanti il tema della sostenibilità integrale, che da alcuni anni fa parte della nostra identità: siamo convinti che questo approccio abbia ricadute positive su tutto il territorio in cui operiamo e che possa contribuire al bene comune», sottolinea la presidente.
Una visione che, negli anni, ha sempre dato ottimi risultati, con collaborazioni instaurate con i cittadini, le istituzioni e le realtà produttive della vallata e non solo. «Lo dimostra la lotteria in corso: stiamo distribuendo 24mila biglietti per chiedere alle persone di sostenere i nostri quattro laboratori educativo-riabilitativi e produttivi, in cui seguiamo ogni giorno 40 persone con vari gradi di disabilità – conclude Castagnini –. La risposta della comunità? Entusiasta: segno di grande sensibilità e voglia di migliorare insieme a noi la vita delle persone».
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