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Zanini: «Rammarico di aver perso un’eccellenza per i giovani e le imprese veronesi»

di admin
Il direttore della Settimana Veronese della Finanza ripercorre il panorama finanziario veronese degli ultimi 14 anni e si rammarica per la fusione di Cattolica Assicurazioni in Generali.

In occasione della Settimana Veronese della Finanza, si discute sulla fusione di Cattolica Assicurazioni con Generali. Verona continua a perdere pezzi e asset strategici rispetto a dodici anni fa, quando è nato questo format di Verona Economia che dal 2010 organizza un dialogo tra i player della finanza veronese. Riportiamo di seguito l’intervento di Germano Zanini, direttore della Settimana Veronese della Finanza
Quando è nata la Settimana Veronese della Finanza i tre player del territorio erano sicuramente Banco Popolare (oggi Banco BPM), Cattolica Assicurazioni e la Fondazione Cariverona. Dal 2010 a oggi sono state fatte diverse battaglie in campo finanziario.
C’era e c’è tutt’ora sul campo finanziario un grande obiettivo: dare forza al territorio veronese, alle sue imprese e agli imprenditori che vogliono rendere Verona protagonista. Tra il 2008 e il 2009 Verona era una forza dal punto di vista finanziario. La Fondazione aveva una quota del 20% di Unicredit. Banco Popolare capitalizzava in borsa valori molto importanti di 10 miliardi di euro. Cattolica assicurazione all’epoca aveva una capitalizzazione di borsa diretta o indiretta di circa 30 miliardi. Avevamo stimato in questo modo il valore di portafoglio di questi titoli di capitalizzazione di borsa che è diventata pochi milioni di euro. E pensare che questa avventura di Cattolica assicurazioni a noi tanto cara alla fine si è chiusa dopo 125 anni con una svendita di 300 milioni apportato da Generali, prima con l’aumento di capitale che ha permesso alla stessa di cambiare statuto e di arrivare poi a un’Opa dove lei a oggi l’85%.
Questa azione di stimolo è stata portata avanti non solo con la Settimana Veronese della Finanza, ma anche con Casa Cattolica: un movimento spontaneo di professionisti, imprenditori e politici che ha tentato di evitare fino all’ultimo quello che poi è accaduto.
Assolutamente sì! Tre anni fa, nel 2019, si parlava di piani industriali, di crescita e sviluppo. Oggi invece parliamo di una società che in ottobre sarà poi fusa in Generali. Nel giro di qualche tempo i dipendenti saranno a Mogliano Veneto e a Milano. La stessa Fondazione Cattolica Assicurazioni, che era anche il braccio per il sociale, adesso ha cambiato denominazione. Si chiama Fondazione Cattolica Verona. A breve purtroppo non ci sarà più nemmeno il brand Fondazione Cattolica. C’è il rammarico di aver perso un’eccellenza che poteva dare una grande opportunità ai giovani e alle imprese. Poteva essere uno stimolo per lanciare Verona da un punto di vista finanziario. Il treno invece è stato perso per sempre.
È stato uno shock ricevere quel comunicato alle 7.26 del mattino in cui si annunciava l’ingresso di Generali con il titolo “Congiunto Generali – Cattolica”. I soci erano perlopiù all’oscuro di questa operazione e ricordiamo che si tratta di una società cooperativa.
Penso che in tanti anni di finanza non ho mai visto una cosa del genere a Verona. Un colpo basso che ci ha ferito tantissimo dove di fatto c’è una società con 16mila 600 soci che sono stati chiamati a votare un aumento di capitale che, in regime Covid, è stato votato dal 5,88%. Si chiudeva l’aumento del capitale alle ore 24 del 24 giugno e appena chiuso l’aumento di capitale che permetteva l’apertura anche a soci terzi. Senza sapere niente, poche ore dopo, dalle 24 alle 7 del mattino, abbiamo riceviamo questo comunicato in cui veniva riportato che l’aumento di capitale sarebbe stato sottoscritto da Generali. Si è avviato così questo percorso dove Generali ha fatto l’affare della vita e dove i veronesi però ci hanno rimesso un sacco di soldi.

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