Dieci giorni per decidere il destino del mondo
di adminMancano ancora poche ore all’atteso discorso di Vladimir Putin che parlerà al proprio popolo dallo stadio di Luzniki, impianto che meno di quattro anni fa ospitò la finale del Mondiale di Russia tra la Francia e la Croazia. Lo farà in una data che coincide con l’anniversario dell’annessione della Crimea proprio alla Federazione russa.
Sarà un discorso che avrà un impatto rilevante sul destino non solo del paese russo o dell’Europa, ma del mondo intero. Le forze diplomatiche occidentali sono al lavoro da settimane, in particolare da 23 giorni, da quando cioè è esploso il conflitto armato, per cercare di scongiurare un tracollo dell’attuale situazione, già pesantissima, con il ricorso ad oggi impensabile, ma realistico, alle armi nucleari.
Le forze di intelligence americane su questo punto ci mettono in guardia, e sappiamo che da quella fonte era arrivata anche la notizia da noi europei sottovalutata, dell’attacco di Putin all’Ucraina.
Questa volta è bene rimanere su con le orecchie e valutare qualsiasi ipotesi, anche la peggiore. Gli stati europei si stanno preparando, non solo dal punto di vista militare.
Dovrebbero bastare dieci giorni per sapere che direzione prenderà questo assurdo conflitto: se degenererà verso il basso o se si avvierà verso una trattativa politica che metta fine alle ostilità. Dieci giorni è, infatti, il tempo stimato che concede alla Russia ancora risorse, prima di un eventuale default, dopo le pesanti sanzioni imposte dai Paesi opposti al Cremlino, Italia compresa.
Non ci resta che attendere, non solo questi giorni, ma anche il discorso di Vladimir, che in questo momento ha in scacco il pianeta.
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