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Dell’Acqua, Veneto Agricoltura: «Le tensioni geopolitiche spaventano il mercato agricolo»

di admin
Nel corso della trasmissione Verona Economia di ieri, Nicola Dell'Acqua, direttore di Veneto Agricoltura, ha esposto ai nostri microfoni lo stato attuale del mercato agricolo, tra gelate primaverili e tensioni geopolitiche.

Nel corso della trasmissione Verona Economia di ieri, il settore dell’agricoltura è stato rappresentato anche da Nicola Dell’Acqua, direttore di Veneto Agricoltura.
Quali sono le funzioni di Veneto Agricoltura?
Veneto Agricoltura è l’Agenzia della Regione Veneto che si occupa dell’innovazione nel settore agricolo. Il nostro compito principale è anticipare le problematiche che l’agricoltura veneta incontra per cercare di aiutare gli agricoltori a non fare errori. Noi non siamo scienziati, cerchiamo di fare una sperimentazione in scala 1:1. Ciò significa che coltiviamo terreni con le tecniche più innovative e poi spieghiamo agli agricoltori quali sono i suggerimenti migliori che possono poi seguire. Sbagliamo noi per gli agricoltori, mi piace dire così. Ci sono poi tante altre attività di coltura e anche di pulizia forestale. Contiamo cinquecento operai che si occupano della polizia forestale del Veneto. E poi tante altre attività.

CLICCA L’IMMAGINE E GUARDA LA VIDEO INTERVISTA  Quelle di oggi sono destinate a essere giornate che resteranno nella storia. Nelle settimane scorse le tensioni internazionali sono sfociate infatti in un attacco armato. Questo condiziona molto i prezzi del mercato agricolo?
Sì. Veniamo da un’annata dove i nostri dati economici sostenevano che l’agricoltura avesse resistito bene al Covid. Addirittura, l’anno scorso l’agricoltura veneta ha chiuso con un +4% di Pil. La prospettiva dell’annata di quest’anno è devastante, però. Ancora prima dei fatti di questi giorni, i dati economici delle materie prime tendevano a mettere fuori mercato i principali settori dell’economia agricola veneta. Parlo del latte, già in difficoltà economiche, e della carne, ma non solo. I dati in Veneto l’anno scorso erano molto positivi. Dopotutto, vantiamo una produzione da più di quattro miliardi e un export di vino primo in Italia e tra i primi in Europa e nel mondo. Ottime produzioni ortofrutticoli, seppur lievemente compromessa dalle gelate primaverili dell’anno scorso. Il popolo europeo e italiano, anche in lockdown, ha continuato a mangiare di qualità. Il Veneto è leader nella qualità e nei prodotti certificati. Questi ci aveva fatto credere che il mercato potesse reggere. Purtroppo con l’aumento del gas e adesso con queste notizie di politica estera siamo molto preoccupati.
Veneto Agricoltura si impegna anche a garantire innovazione e nuove tecnologie e la prossima Fieragricola, dal 2 al 5 marzo prossimi, sarà un’occasione anche per far conoscere determinati temi e novità. Nonostante il clima geopolitico che sarà piuttosto teso sarà dunque un’occasione per tornare a fare network e a ristabilire le relazioni che sono mancate durante la pandemia.
Sì, Veneto Agricoltura coordina Casa Veneto, che sarà presente al Padiglione 4 della fiera. La Regione ci ha chiesto di coordinare questo padiglione, dove si terranno importanti workshop sulle principali novità. Tra queste faremo dei workshop specifici sull’utilizzo del biometano. Uno dei momenti più importanti per cercare di contrastare l’aumento delle materie prime è infatti prodursi il metano direttamente da scarti di vegetazione e di agricoltura. Ci sono già esempi virtuosi in Veneto. Illustreranno i dati di Tramontana, la nostra azienda a Rovigo. Qui vengono effettuate importanti sperimentazioni nel settore ortoflorovivaistico e frutticolo. Mostreremo inoltre parecchi studi sulle nuove qualità e studiamo come affrontare anche nuove malattie. Si svolgeranno inoltre alcuni workshop sui cambiamenti climatici e sui costi delle materie prime. Cercheremo di affrontare questi temi per cercare di non trovarci travolti da ulteriori aumenti dei prezzi.
Sarà quindi un appuntamento fieristico importante anche per affrontare tematiche estremamente attuali. Menzionava un workshop sui cambiamenti climatici, ce ne vuole parlare?
Purtroppo nel 2003 e nel 2005 ha dovuto affrontare, quando ero segretario dell’Autorità di Bacino dell’Adige, due emergenze idriche che assomigliano moltissimo a quella in cui ci stiamo avventurando proprio quest’estate. Parlo dell’assenza di precipitazioni d’inverno, che significa assenza di neve in montagna e di conseguenza scarsità di acqua nei fiumi d’estate. Appoggiarsi solo alle piogge estive è molto pericoloso, perché la pioggia estiva non può rassicurare l’agricoltura. Questo è un dato che ci preoccupa parecchio. La siccità è un dato di fatto, il cambiamento climatico è un dato di fatto. Purtroppo siamo abituati a dimenticarci quello che è successo nel 2003 e 2005. 
Parlando di green e sostenibilità, l’agricoltura ha modo di applicare questi valori sul campo?
Come Veneto Agricoltura sono già quasi otto anni che in scala 1:1 stiamo coltivando terreni con un’agricoltura assolutamente conservativa, con poco utilizzo di concime, poco movimento del terreno e poco uso di acqua. Questi stanno dando risultati veramente importanti. Inizialmente abbiamo avuto dei cali produttivi importanti, ma già dal terzo-quarto anno questo sistema ci ha portato a un livello produttivo assolutamente sostenibile economicamente.

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