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Vino, c’è mancato poco a un grande caos

di admin
L'aula del Parlamento europeo ha accolto alcune emendamenti che hanno sottolineato come ci sia differenza tra uso e abuso di alcol, scongiurando l'applicazione di un'etichetta anti cancro, alla stregua delle sigarette.

Questa volta c’è mancato veramente poco per scatenare un ulteriore e irreparabile caos nel settore vitivinicolo. A ergersi a paladini e a salvatori di uno dei prodotti principe per l’Italia, il vino, e della nostra economia, con un controvalore di 12 miliardi di fatturato, dei quali 7,1 miliardi di export, sono stati gli europarlamentari Herbert Dorfmann e Paolo De Castro assieme a oltre 150 colleghi appartenenti quasi esclusivamente ai tre Gruppi politici della "maggioranza Ursula" (PPE, S&D e Renew Europe).
I due onorevoli, primi firmatari di alcuni emendamenti proposti e approvati dall’aula di Strasburgo in occasione della relazione della commissione speciale contro il cancro (Beca) dell’Europarlamento, hanno sollevato una questione importante e determinante ai fini del voto che è stato poi eseguito dai parlamentari europei: «Esiste una differenza netta tra l’abuso di alcol, da combattere dati i rischi che ne derivano in termini di salute pubblica, e il consumo moderato e responsabile di vino e bevande alcoliche, che in combinazione con diete e stili di vita sani quali la dieta mediterranea, può avere effetti positivi in particolare per quanto riguarda le malattie cardiovascolari. sottolineano Dorfman e De Castro, quest’ultimo già ministro delle Politiche Agricole – Questa differenza, più volte sottolineata anche dalla commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides, deve essere messa in risalto anche all’interno della relazione della commissione speciale contro il cancro».
E così è stato, per fortuna. Il voto contrario avrebbe validato la proposta di inserire su ogni bottiglia di vino un’etichetta che segnala il pericolo di insorgenza di tumori, così come accade, ad esempio, per le sigarette. Un potenziale danno che l’Unione Italiana Vini ha calcolato in un 30% del valore attuale del mercato, circa 4 miliardi di euro.
L’aula parlamentare ha avuto, invece, il buon senso di non minare un settore tra i più forti a livello europeo e non ne ha minato la credibilità. «Al contrario –concludono i due eurodeputati – vogliamo sistemi di etichettatura delle bevande alcoliche più trasparenti, che forniscano ai consumatori informazioni sul consumo moderato e responsabile».
«Condividiamo l’approccio ambizioso adottato fin qui, che rappresenta un passo avanti fondamentale nella lotta contro il cancro, basata su a prevenzione e riduzione dei rischi nocivi associati a stili di vita poco sani. Il nostro lavoro deve però basarsi sulle più recenti evidenze scientifiche che ci dicono che l’uso non coincidecon l’abuso» concludono De Castro e Dorfmann.
L’Italia è il primo produttore ed esportatore mondiale di vino con le bottiglie Made in Italy che sono destinate per circa il 70% a Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 76 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% per i vini da tavola.  
Un Paese intero ha tirato un sospiro di sollievo.

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