Verona, Regolamento del Verde: ancora tanti gli obiettivi da mettere a segno
di adminSostenibilità è uno stile di vita che inizia dai gesti quotidiani come scegliere di pedalare fino all’ufficio e rispettare le aree verdi della città. Ogni cittadino, insieme a enti privati e pubblici, dovrebbe aumentare l’attenzione verso le buone pratiche che permetto alla città di avanzare a passo svelto verso un regime green.
Per questo il Comune di Verona ha reso noto il Regolamento del Verde. Approvato dal Consiglio con votazione unanime nel febbraio dello scorso anno, ha come obiettivo tutelare e incrementare il patrimonio arboreo cittadino. «Il Verde è la pelle della città in grado con i propri servizi ecosistemici di migliorare il benessere e la qualità della vita non solo in termini ambientali, ma anche sociali ed economici», si legge nel documento ufficiale.
Numerose le firme che hanno sottoscritto il planning green ma oggi, a distanza di un anno, alcune associazioni che hanno partecipato alla commissione di stesura constatano a malincuore che diversi obiettivi non sono stati realizzati. Tra queste: LIPU, Italia Nostra, Fronda Verde, Veronapolis, Associazione Arboricoltori, WWF e Legambiente.
In primo luogo, non è stata costituita la Consulta per il Verde cittadino per disporre di pareri tecnici sui progetti; inoltre la città è manchevole di un censimento completo del verde (importanti le cronologie di manutenzione per programmare interventi e cura).
A queste va aggiunta l’assenza di una procedura per la redazione del Piano del Verde, come espressamente previsto sia dal Regolamento del Verde sia dal PAT e di cui si sono dotate le principali città italiane, che dovrà costituire l’elemento connettivo della città e migliorare la qualità della vita nei quartieri.
Secondo le associazioni firmatarie oggi scontente, l’applicazione del Regolamento si potrà attivare solo adeguando le strutture di informazione, gestione e controllo. Quelli del rispetto del verde e della sostenibilità rimangono i temi chiave sui quali incardinare la Verona del futuro.
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