Servono riforme e provvedimenti innovativi, di rapida applicazione, per evitare l’impoverimento del Paese.
di adminStiamo assistendo ad eventi, che traumatizzano il Paese, in un ulteriore, durissimo momento della nostra storia: dominano il Corona virus, la pesante crisi finanziaria, che riguarda lo Stato, un’economia privata, al collasso e – proprio, mancava – la crisi di governo, in corso. Crisi, quest’ultima, che priva il Paese di una guida, che sia in grado di prendere decisioni incisive e rapide, crisi, che preoccupa l’Unione Europea stessa. La situazione finanziaria statale, è in continuo peggioramento, a causa d’un quarantennale debito pubblico, sempre in aumento – unico elemento, che, purtroppo, nel disastro, in cui ci troviamo, procede senza ostacoli – il quale paralizza ogni iniziativa, avendo creato e creando, mancanza di liquidità, mentre i differenziale, fra tasso di remunerazione dei BTP italiani e tasso del decennale tedesco – lo spread – è nuovamente in salita, con il pericolo che il Tesoro non riesca più a piazzare le proprie nuove emissioni. Non basta dire e sapere che, da Bruxelles, avremo oltre 200 mld di euro, se non garantiamo, a priori e velocemente, come intendiamo impiegare tali miliardi, che, è ovvio, d’altro canto, aumentano il nostro debito, anche se ci saranno concessi a tasso contenutissimo. Dobbiamo agire, superare la crisi politica d’oggi, creare quell’essenziale stabilità governativa – compito dei partiti – che permetta, non solo di tenere testa al pesantissimo disastro, creato e avanzante, del virus, ma di ridare vita all’economia, eliminando burocrazia e molta spesa pubblica, facilitando l’impresa – unica fonte di occupazione e di ricchezza – e realizzando quelle riforme, che, da sempre, economia e Bruxelles ci chiedono. Riforme, poi, che non sono assunto impossibile – dobbiamo convincerci che, in un’economia, sempre più globale, non possiamo vivere, nell’arretrato – se è vero, come è vero, che, i sistemi moderni, che apporterebbero le riforme e in essere nei migliori partners europei, creano costante e buona crescita, rafforzando, ovviamente, l’economia stessa, a favore della società. Quanto a elezioni, nel caso non si riesca a costituire, al più presto, un governo sicuramente stabile e in grado di operare incisivamente, rapidamente e in modo innovativo, non vorremmo che le stesse richiedessero tempi troppo lunghi e tali da ritardare anche i provvedimenti più urgenti. Saremmo del parere, molto modesto, ingenuo e risaputo, anche, se vogliamo, che l’unica cosa da farsi, in questa pesantissima situazione, sarebbe la creazione – dimenticando i vocaboli maggioranza, opposizione, destra, sinistra, centro, e la voce “rivali”, quindi – d’un Governo d’Unità nazionale, una compagine di buona volontà, nel quale, con grande e sentito proposito democratico, ogni partito sia rappresentato, con la garanzia che lo stesso governo, entro un certo periodo di tempo, dia spazio a nuove elezioni. Chiaro, comunque, che, in tal caso, nessun partito dovrebbe opporsi a misure, le quali, esaminate assieme e magari, anche “copiate” – copiamo, copiamo, da altri Paesi europei, per accelerare la produzione di norme costruttive e prive, quindi, di ostacoli burocratici – quando queste misure trovino l’appoggio dei più, in detto Governo d’Unità Nazionale. Lo richiede l’attuale, materialmente e moralmente, “dolorosa” situazione, nell’interesse dei cittadini, ai quali servono,con urgenza, costruttività e fatti. Una svolta positiva è assolutamente necessaria, urgente ed improrogabile. Lo impone una realtà, che non possiamo, in alcun modo, contrastare.
Pierantonio Braggio
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