Cattolica Assicurazioni, Assicurazioni Generali ed i VERONESI. Uniti si vince!
di adminQuale il futuro di Cattolica. Io sono un cittadino comune, interessato al suo territorio, che non ha apprezzato le ultime vicende della Compagnia di Lungadige Cangrande. FAtti che hanno sconvolto la storia di una società che per 125 anni ha vissuto operatoe e prodotto ricchezza per Verona ed i veronesi. Allora il sindaco che fà, perchè se ne sta zitto? Ed il presidente della Provincia, pure lui dovrebbe intervenire. E la Fondazione Cariverona, cassaforte di quel che rimane delle finanza veronesi? E gli industriali di Verona ? Ei i sindacati delle varie categorie interessate? E la Camera di Commercio? E la Regione del Veneto? Va tutto bene per questi signori? Si sono accorti che sono intervenuti organi tecnici (Ivass; Consob, Procura, MISE) per evidenziare le anomalie della gestione del Gruppo Cattolica. Ma il corpo sociale, la politica? Due politici si sono spesi molto, Paternoster e Valdegamberi, dagli altri un roboante silenzio interrotto da qualche balbettio. Non sono bastati gli esempi di Cariverona e Banco popolare?Occorre attivarsi e trovare un equilibrio tra il capitale ed i risparmiatori veronesi.
Premetto che nessuno, degli organi tecnici competenti, non ha mai lontamente indicato la forma cooperativa come causa di queste anomalie. Le cooperative infatti, nate nel millennio scorso, sono proliferate in tanti ambiti ed in tanti Paesi al mondo. Ci sono, in certi specifici settori , e quello assicurativo ne è un esempio conclamato, compagnie di milioni di soci che funzionano. Ma cambiare non è un tabù, certo altre forme avremmo apprezzato, ma ora siamo spa. Qualcuno di questi soggetti si è preoccupato, al di là delle prese di posizione di circostanza e del loro orticello pensile, degli ultimi eventi che hanno interessato una società che ha valori di bilancio miliardari e migliaia di famiglie interessate?
In passato qualcuno ha cercato di alzare il velo ( o strapparlo, secondo altri) su certe operazioni, segnalando anomalie in assemblea dei soci, ma, complice forse la complessità dei rapporti e degli equilibri e la difficoltà del momento economico, che portavano a rendere accettabili certi errori di valutazione, pochi chiedevano di interrompere la gestione del Presidente Bedoni. Poi le incertezze e gli errori sono divenuti eccessivi, e in molti hanno detto stop; a quel punto sono iniziate le guerre, prima personali, poi in tutta la Compagine. Ora il bastone del comando è prevalentemente nelle mani di Generali, ma c’è un socio americano importante che ora entrerà in gioco, e tantissimi azionisti minori e piccolissimi, veronesi e non. Questi soggetti in questo momento devono trovare la volontà della ragione e, invece che pensare in proprio, organizzarsi insieme per offrire ai due competitor finanziari e tecnici di rilievo ( Generali e l’americano BUFFETT) una soluzione che eviti altre guerre, legali e personali, e trovino per Cattolica il rilancio reale e duraturo per se e per il territorio. Ricordo a tutti che essa è una struttura sana, produttiva, ricca di professionalità e non da ultimo simbolo di valori etici non negoziabili.
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