Nuova call-to-action

Vini “bio”, in Valpolicella.Il Ripasso.

di admin
Ne producono le uve 36 aziende, su 139 ettari di vigneto, con la collaborazione tecnica di Cantina Valpolicella Negrar, Verona.

La Cantina cooperativa negrarese primeggia, in Valpolicella classica, come il maggiore produttore di vino “bio” della zona. Questo, il risultato della presenza, per la gestione biologica dei vigneti, di tecnici, che accompagnano, passo passo, i coltivatori nella cura delle viti e nelle necessarie pratiche, come la compilazione del quaderno elettronico di campagna. e nei controlli periodici. effettuati degli Enti certificatori. "Innalzare il livello di professionalità dei viticoltori, per noi, significa formazione continua e nuovi investimenti, sulle persone, un impegno, che si traduce in garanzia, per il consumatore, che chiede sempre più prodotti biologici, garantiti e certificati, di qualità, paragonabile a quelli convenzionali", evidenzia Daniele Accordini, dg ed enologo della Cantina. La quale, creata nel 1933, conta, oggi, 244 soci, 700 ettari di vigneto, in zona prevalentemente collinare della Valpolicella classica, e una produzione di 9 milioni di bottiglie l’anno. Ultimi nati, il Valpolicella Superiore Ripasso Doc Classico biologico e altri due vini bio di Domìni Veneti: Amarone e Valpolicella, prodotti con uve, da vigneti certificati, situati in alta collina, dove solitamente il clima è più asciutto e ventilato e i terreni inclinati drenano meglio la pioggia, evitando ristagni, in un suolo, che può variare da argillo-limoso, a mediamente calcareo. I vigneti sono interamente inerbiti e l’età delle viti varia da 6 a 40 anni. Fondamentali sono l’esposizione, che favorisce l’arieggiamento delle uve, e una buona gestione del terreno, dal quale dipende la vigoria delle piante. Quanto al Ripasso, vino Valpolicella Superiore, viene sottoposto ad una seconda fermentazione – ripasso – a contatto diretto, per 15-20 giorni, con vinacce,  dalle quali si è ottenuto, in precedenza,  l’Amarone. L’operazione – il Valpolicella assorbe aroma e profumo – conferisce corpo, alcolicità e complessità ad un nuovo vino, dal colore rosso rubino intenso, con sapori di frutti rossi – ciliegia e lamponi, in primis – ma, anche di frutta cotta, pepe nero e vaniglia. 
Pierantonio Braggio

Condividi ora!