La Confagricoltura spinge per il rilancio economico ed è contro le tensioni tra Stati
di adminI dazi doganali, sulle aragoste americane rischiano di riaccendere le tensioni commerciali tra Unione europea e Stati Uniti. “Il presidente Trump ha minacciato, venerdì scorso, di imporre dazi aggiuntivi, sulle importazioni di auto dalla UE, se non sarà soppressa, immediatamente, la tariffa dell’Unione Europea, sulle aragoste esportate, dagli USA” – evidenzia il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. “Non è la prima volta che Trump minaccia il settore automobilistico europeo – aggiunge Giansanti –. L’ultimo annuncio, però, arriva. a pochi giorni di distanza, dall’avvio di un’indagine sulle tasse, a carico delle grandi imprese digitali, varate in alcuni Paesi terzi, tra i quali l’Italia. Sono segnali, che non vanno sottovalutati. Se l’indagine si concludesse, con l’accertamento di una condizione discriminatoria, per le imprese statunitensi, potrebbero scattare dazi aggiuntivi, anche sui nostri prodotti agroalimentari”. “Occorre anche ricordare – aggiunge il presidente di Confagricoltura – che, ad agosto, gli Stati Uniti potrebbero rivedere la lista dei prodotti, importati dalla UE, sui quali, da ottobre 2019, si applicano dazi aggiuntivi, nell’ambito del contenzioso bilaterale, sugli aiuti pubblici ai gruppi Airbus e Boeing. A rischio, anche i nostri prodotti agroalimentari, destinati al mercato statunitense, a partire dai vini, olio d’oliva e pasta alimentare”. Dazi aggiuntivi USA del 25% – ricorda Confagricoltura – già si applicano sulle esportazioni italiane di formaggi, salumi, agrumi e succhi di frutta, per un valore complessivo di oltre 500 milioni di euro. Giansanti: “Chiediamo alla Commissione europea e al Governo italiano, di rilanciare le iniziative, per raggiungere un accordo, con gli USA, su tutte le questioni aperte. Un contenzioso commerciale, tra Unione europea e Stati Uniti, sarebbe un ostacolo in più, per la ripresa economica, dopo la pandemia, e per il rilancio delle nostre esportazioni agroalimentari, che, quest’anno, già faranno registrare una contrazione del 15%”. Tali giuste preoccupazioni e urgenti richieste derivano dal fatto che gli USA sono il primo mercato di sbocco, fuori dall’Unione Europea, per il pregiato “Made in Italy” agroalimentare, il cui export ammonta a circa 4,5 mld di euro l’anno. Un tema di difficile soluzione e di grande attualità, che deve trovare, al più presto, adatta soluzione, per dare sistegno all’agroalimentare italiano.
Pierantonio Braggio
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