Parliamo di vino. Preoccupazioni dei produttori veronesi e veneti, riuniti da Coldir
di adminNella provincia veronese, nel 2019, dati di Veneto Agricoltura, gli ettari vitati sono stati oltre 29000 e il valore delle esportazioni di quasi 800 mln di euro. Tali importanti primati consolidati, in termini di produzione e di export, non nascondono, oggi, alta preoccupazione, tra gli operatori. Alta nei riguardi delle piccole cantine e di chi opera, nella distribuzione tradizionale – bar, enoteche, ristoranti – che è, oggi, in piena crisi, essendo chiusa Ho.Re.Ca. e bloccato il turismo, con conseguenti, incontri visite, prenotazioni e i viaggi enogastronomici annullati. Ne sono colpiti i produttori veronesi del Lago di Garda, dei Colli Euganei, delle colline di Conegliano Valdobbiadene dell’Asolano, passando per Vicenza, per arrivare alle storiche denominazioni veneziane, che si affacciano sul litorale. Tali aziende non riescono a far fronte ai pagamenti e a finanziare un ciclo produttivo che, dalla campagna alla cantina, non si può fermare. Le misure messe in campo con il decreto annunciato ieri, dal Governo andranno attentamente valutate, per capire se rispondono effettivamente e, in tempi brevissimi, alle esigenze delle imprese. Certamente, oltre alla possibilità di nuovo indebitamento facilitato, per garantire liquidità, come ha annunciato il premier Conte, ancora non si parla della compensazione a fondo perduto sulle perdite subite, sotto forma di “risarcimento del danno”. Le medesime misure devono essere rese disponibili – continua il comunicato Coldiretti – anche a bar, ristoranti e alberghi, per creare le condizioni per la ripresa ed evitare il blocco dei pagamenti delle forniture, cui si sta assistendo. Tenuto conto di quanto sopra, Coldiretti propone altre misure, in vista della prossima vendemmia. “Una vendemmia, quella del 2020, che affronteremo con il rischio di scorte importanti – spiega Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Veneto e Verona –. E’ necessario eliminare il surplus di prodotto e ridurre le quantità di uve da raccogliere, favorendo la loro qualità. Distillazione di quanto non è stato commercializzato, sostegno allo stoccaggio dei vini in invecchiamento, vendemmia verde selettiva, per ottenere uva di qualità assoluta – conclude Salvagno – sono le misure richieste. Puntiamo a ridurre la quantità, mediamente del 15% delle scorte in cantina, per aumentare ulteriormente la qualità, perché questo farà la differenza per la prossima stagione”.
Pierantonio Braggio
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