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Urgente intervenire a favore delle giovani madri. Pesante la situazione, per “mamme” e genitori, creata dalle pur necessarie misure anti-Coronavirus.

di admin
Del tutto inutile è sottolineare, più che spesso, che l’Italia è un Paese di anziani, e che, sempre più lo sarà, se non saranno – e non è proprio bello dirlo – incentivate le nascite. Non è bello dire così, perché si tratta d’una forzatura, mentre la cosa – più nascite – dovrebbe essere del tutto…

Alla luce di tali tre voci, che sono, non certo, facili condizioni di vita, è chiaro che, prima di pensare ad un figlio – cui dobbiamo il massimo delle attenzioni, e alla cui dovuta cura, tra l’altro, si è, di massima, impreparati – c’è da riflettere bene o, addirittura, da rinunciarvi. Non ci troviamo, quindi, dinanzi a mancanza di volontà o di spirito di sacrificio, ma, di fronte ad una dura realtà, che fa pensare, che preoccupa e che impone, giustificandosi, di tenere i piedi per terra. Anche perché numerosi altri fattori, negativi, rendono difficile la vita a possibili madri e padri… Se è chiaro che ad un’unione è necessaria un’abitazione, con ulteriori, ovvii impegni, è altrettanto chiaro che qualsiasi lavoro, specie quello fuori casa, costringe i genitori, in presenza di un bambino, se non ad abbandonare tale lavoro, oggi, preziosissimo, a lasciare, nelle mani di qualcuno, il proprio figlio, spesso, con relativa spesa, se, poi, sopportabile. Oggi, rende ancora più difficile il tutto, il globale Coronavirus, con le dovute misure preventive, poste, spesso, in atto, ovviamente e necessariamente, anche da un momento all’altro…, creando difficilissimi problemi ai genitori al lavoro, i quali, d’un tratto, si trovano dinanzi al pesante interrogativo, senza soluzione, purtroppo, e, forse, mai postosi sinora, della cura dei figli, chiusi essendo gli asili-nido e le scuole…, non dimenticando che i più piccoli abbisognano di particolari attenzioni. Il momento è difficile, perché, il genitore-lavoratore deve pure arrivare ad una soluzione, che, solo con un accordo con il datore di lavoro, pure esso, oggi, in difficoltà, può essere raggiunto, in base a reciproca comprensione, senza, al tempo, che il prestatore d’opera, padre o madre, debba elemosinare permessi – cosa, talvolta, umiliante – specie, in questo disgraziato periodo, giustificatissimi. Ciò, naturalmente vale, anche per quando e per qualsiasi motivo, in particolare, gli asili-nido dovessero non essere aperti. Ci permettiamo, quindi, sollecitare la buona volontà delle parti – conosciamo bene le inevitabili esigenze dell’impresa, e sappiamo, purtroppo, come anch’essa, in un modo o nell’altro, sia colpita dal virus, con le relative conseguenze – per dare una soluzione al terribile diktat, davanti al quale si trovano, oggi, i genitori. Su altro lato e in base a quanto sta accadendo, pensiamo che le Pubbliche Amministrazioni dovrebbero accantonare, ogni anno, una certa somma, creando una forte disponibilità, destinata esclusivamente a fare fronte ad improvvisi, imprevisti eventi, quale quello, devastante, cui stiamo assistendo. Quanto alle possibili giovani madri, è improrogabile – Coronavirus a parte – l’esigenza di concedere loro, a nome della società, in generale, un congruo riconoscimento, se così possiamo dire, per il loro alto compito, di donare alla società stessa un nuovo suo membro.
Pierantonio Braggio

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