Una carrellata su Verona e la sua Provincia con il Presidente della sezione penale del Tribunale veronese
di admin “Magistrato di Cassazione addetto alle funzioni direttive superiori, con funzione di Presidente della sezione penale del Tribunale di Verona e della Corte d’assise di Verona”. Di fronte a questo titolo lunghissimo ed altisonante, incontrando per la prima volta il dottor Sandro Sperandio, romano e romanista fin dal 1951, ci si aspetterebbe di trovarsi davanti un tipo severo e distaccato che ti guarda dall’alto in basso. Invece no, perché si tratta di una persona affabile, cordiale con cui si dialoga volentieri e che racconta di essere ormai giunto al 43° anno di servizio in magistratura di cui, partendo da quello di Pretore a Legnago, ha percorso tanti gradini e di avere ancora davanti a sé altri due anni di lavoro prima di attaccare definitivamente la toga al chiodo.
Cordiale e comprensivo sempre, anche quando gli chiedo:
D. Sinteticamente, la differenza tra le due sezioni del Tribunale: quella civile e quella penale.
R. La sezione civile disciplina le norme giuridiche che regolano i rapporti tra privati e di cosa non funziona tra di loro. Quella penale, invece, si interessa di quei fatti che l’ordinamento giuridico riconosce come reato a cui è ricollegabile una sanzione penale.
D. Quali sono i suoi compiti come Presidente della sezione del Tribunale penale?
R. Quello di assegnare i fascicoli dei vari processi ai colleghi della sezione stessa. Quello di presiedere uno dei collegi di questo Tribunale. Poi tutti i compiti di rappresentanza che questa mia funzione comporta assieme alla cura dei rapporti da intrattenere con altri enti.
D. Come si presenta il territorio veronese dal punto di vista penale?
R. Verona e il suo territorio sono un grande polo industriale ed economico, posto al centro di un grande crocevia viario e ferroviario: quello che collega con il Brennero ed i Paesi che grazie ad esso si possono raggiungere e quello che mette in comunicazione con Milano, Torino, Genova e gli altri Paesi europei collegati a quest’ultime città. E, dove c’è ricchezza si presentano necessariamente questioni e problematiche, sia di carattere civile, come di carattere penale. Di conseguenza a Verona si celebrano tanti processi anche perché con il Tribunale collaborano in maniera egregia le locali forze dell’ordine e la Procura. Senza la loro collaborazione efficace tanti processi non si potrebbero celebrare.
I processi riguardano reati legati alla droga, alla violenza ed alle infiltrazioni mafiose, alla bancarotta, all’usura, allo sfruttamento del lavoro e della prostituzione, agli appalti truccati, al riciclaggio illecito dei rifiuti… Proprio un campo vastissimo che porta ad un elenco quasi interminabile.
D. Quali reati vengo affrontati maggiormente dal Tribunale di Verona?
R. L’ho già detto: quelli legati a fatti di droga, prostituzione, associazione a delinquere, reati economici e quelli contro la pubblica amministrazione. Nella città e Provincia veronese, di cui il Tribunale è competente, abitano circa un milione di persone. Per esse la pianta organica della Sezione Penale del Tribunale (vecchia ormai di 50 anni e non aggiornata) prevederebbe 13 giudici più il loro presidente. Il personale amministrativo dovrebbe essere composto da 40 persone. La pianta organica della sezione civile (anche quella non aggiornata da tanto tempo) comporterebbe, invece 40 giudici più 3 presidenti.
Le realtà, però, è molto diversa. La sezione penale oggi ha solo 8 giudici più il suo presidente e solo 30 persone lavorano nel reparto amministrativo. E non c’è il turnover per rimpiazzare quanti vanno in pensione. Vanno e i loro posti rimangono vacanti mentre il lavoro rimane quello di sempre: tanto, anzi tantissimo!
Al momento mi sfuggono, invece, i dati reali della sezione civile.
Con questa situazione numerica di oggi nella sezione penale del Tribunale è possibile fissare l’inizio di un processo con imputati non detenuti solo alla fine del 2020 e noi giudici siamo anche costretti ad operare una scelta tra i processi da affrontare, discriminando quelli che sono urgenti perché rischiano di finire in prescrizione e quelli che, invece, possono attendere. Ma fino a quando? Una situazione questa che non è giusta, che, però, dobbiamo affrontare quotidianamente.
Eppure il Tribunale penale di Verona ha una produttività elevata: risulta al primo posto nella celebrazione dei processi nel Veneto e fra i primi 4, 5 posti in Italia. Ogni giudice, infatti, con il proprio lavoro, in un anno porta a termine circa 340 processi monocratici, cioè che si celebrano davanti ad un solo giudice, e circa 40 di quelli collegiali.
D. Gli immigrati rappresentano un aggravio di lavoro per il Tribunale penale veronese?
R. I problemi in questo campo vengono dall’immigrazione clandestina e non da quella regolare. Lo stato di clandestinità porta più facilmente le persone a cadere nelle mani di personaggi privi di scrupoli: lavoro nero, sfruttamento della prostituzione, commercio e spaccio di droga…
Non spetta, però, al Tribunale trovare i modi per sconfiggere o per rendere più difficile l’immigrazione clandestina.
D. Il Tribunale di Verona affronta anche reati di tipo mafioso?
R. La risposta è: senz’altro sì. Ho già detto che Verona e la sua Provincia sono un grande polo industriale ed economico, posto al centro di un grande crocevia viario e ferroviario e la mafia in questa situazione trova il posto migliore in cui inserirsi. Smettiamola di dire che nel nord d’Italia non esiste la mafia perché non è assolutamente vero. La mafia c’è e bisogna contrastarla nel migliore dei modi possibile. Indossare il paraocchi o infilare la testa sotto la sabbia per non vedere non serve proprio a nulla. E ci rimettiamo tutti.
D. Quali sono le carenze da colmare nel Tribunale penale di Verona?
R. Molte delle carenze dipendono dal legislatore che deve finalmente avere il coraggio di approntare una depenalizzazione vera, drastica ed efficace di certi reati più “piccoli”. Dei reati non si può fare un unico fascio, non si possono mettere quasi sullo stesso piano il furto di una mela ed il reato di chi uccide i propri genitori per mettere le mani sulla loro eredità.
Oggi le leggi speciali attinenti alla sfera penale sono migliaia. Sinceramente sono troppe di fronte ai 734 reati contemplati nel Codice penale. Una riforma, una depenalizzazione è quanto mai necessaria ed urgente se non si vuole ingolfare sempre di più il lavoro del Tribunale, questo con l’insoddisfazione di tutti.
Per seconda cosa, occorre procedere al più presto ad una accurata revisione del personale che lavora al Tribunale penale, sia come giudici che come personale amministrativo, perché la popolazione di Verona e della sua Provincia non è più quella di 50 anni e le sue esigenze non sono più quelle di una volta.
D. In fine, una domanda di carattere personale: lei romano come si trova a Verona?
R. Qui mi trovo bene ed anche la mia famiglia, tanto che non ho mai fatto domanda per andarmene, per essere trasferito in altro luogo. Ormai ho imparato a conoscere il carattere ed il modo di pensare dei veronesi e ne tengo conto. Noi romani guardiamo più all’essenza di una persona. Qui, invece, si fa molta attenzione anche ai titoli che ha. Basta saperlo e saper dare a questo modo di vedere l’importanza che si merita, ma non lasciarsi condizionare da esso.
Giuseppe Corrà
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