L’eccellente “asparago” veronese, all’Arsenale di Verona. Successo del 1° evento di degustazione, tenutosi, nei giorni 4 e 5 maggio 2019.
Questo, pure, perché il consumatore deve sapere di che cosa, di quale vegetale o frutto, si nutre, specie, con riferimento alla qualità e a trattamenti, mai dimenticando, anche, che il vegetale “asparago”, come tutti gli altri, è il frutto dell’impegno costante del sapiente lavoro dell’agricoltore, senza del quale, non si potrebbe parlare, in generale, di frutta, di verdura e di carni e, quindi, di vita. L’asparago, oltre allo speciale e delicato sapore, garantisce bassa densità calorica, basso indice glicemico ed insulinico, è dotato di abbondanza d’acido folico, di glutatione, di rutina, d’asparagina, di antiossidanti, di fibre e di minerali diversi, elementi, quindi, molto adatti all’alimentazione. Il Consorzio dell’Asparago tutela la produzione di 25 aziende e di una cooperativa veronesi, con produzione annuale, che ammonta a 22.000 quintali di asparagi d’alta qualità, ricavati su 400 ettari di suolo adatto. Asparagi, che in termini raffinati – e tali denominazioni bene s’adattano al bianco vegetale – prendono il nome di germogli o turioni bianchi, che il Consorzio – che compie, quest’anno 100 anni – commercializza, con tanto di marchio ufficiale, perché coltivati secondo regole, assolutamente rispettate. Un tempo, già, circa trecento anni orsono, l’asparago era coltivato sulle colline di Monteforte d’Alpone e di Montecchia di Crosara, per poi trovare migliore dimora in pianura, in suoli più confacenti, quali le terre di Arcole, Cavaion, Ronco, Oppeano, Albaredo, Salizzole, Concamarise, Gazzo, Cerea, Casaleone, Roverchiara, Nogarole Rocca, Rivoli veronese, Veronella ed Isola Rizza. L’asparago va consumato il più fresco possibile, e, avendo fortuna, appena raccolto, giacché, ad ogni ora che passa, a partire dal momento della raccolta, esso perde una delle sue particolari caratteristiche, e, fra le prime, il suo caratteristico e gustoso sapore. Date le qualità del nostro asparago, del bianco turione veronese – ben lontano dalle caratteristiche di quello importato, che, peraltro, perde giornate, non solo ore di freschezza, data la lontana provenienza – esso merita di essere fatto conoscere maggiormente, di vedersi attribuito il marchio a livello europeo IGP – Indicazione geografica protetta, e di essere diffuso sempre più, anche perché costituisce prodotto di nicchia, creatore di lavoro e di ricchezza. In tal senso e nel più ampio quadro, di portare i prodotti dell’agricoltura, a Verona – proponendoli, suggeriamo, in Piazza Bra, in centro-città, di volta in volta, a seconda delle stagioni, e, suggeriamo, su diversi banchi, onde la cosa sia in grado di convincere, in una grande festa dell’Agricoltura – l’asparago è stato appunto festeggiato, con successo, per la prima volta, nell’Arsenale austriaco. Ci auguriamo ulteriori manifestazioni agricole…! Avevano presentato, precedentemente, l’evento, con passione ed entusiasmo, in Sala Arazzi del Municipio veronese, il consigliere all’Agricoltura, Daniele Perbellini; il direttore del Consorzio, Claudio Conte, e Giorgio Girardi, responsabile del Settore Ortofrutta della Federazione Provinciale di Coldiretti Verona. Una Verona, che, disponendo d’un’agricoltura d’alto livello e di prodotti agroalimentari eccezionali – grande ricchezza per la tavola, nazionale ed internazionale – deve impegnarsi a fortemente aiutare l’agricoltura stessa e, in questo caso, com’è, del resto avvenuto, l’eccellente asparago.
Pierantonio Braggio
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