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Al grande chef veronese, Giorgio Gioco, il “Premio del Castellano”, III edizione, 2018.

di admin
La scultura di Alberto Zucchetta, conferita dalla nobilissima “Confraternita del Castellano”, Villafranca, Verona, presieduta da Alberto Ferrarese.

Una Confraternita, quella di Villafranca, che, guidata dal suo creatore e priore, Alberto Ferrarese, si è assunta il compito, istituzionale, di promuovere l’agroalimentare veronese, attraverso la “pizza”, di diffondere la conoscenza di tradizioni e di storia e di creare amicizia. La Confraternita del Castellano, quindi, è legata a un prodotto, ormai, grandemente noto, divenuto, appunto, da decenni, tradizione, in Villafranca, per fattura e per qualità, nonché, considerato anche eccellente mezzo, capace di riunire, ad una tavola, gruppi diversi, originando incisivi momenti d’incontro e di reciproca comprensione: la citata pizza… Costituiscono, quindi, la ‘Confraternita del Castellano’ i rappresentanti delle Pizzerie locali, impegnati a “diffondere ed a sostenere la leggenda dell’invenzione della pizza, a Villafranca, da parte d’un Castellano nel 1404”… Realtà o meno, la Confraternita del Castellano è attiva, sia per diffondere l’attenzione ai nostri prodotti agricoli locali, utilizzati nella pizza, sia per creare amicizia, dicevamo, sia, ancora, per premiare chi, nel settore agricolo, in quello delle tradizioni e, quindi, della cucina, si è impegnato ed ha lasciato il segno. Per il 2018, in fatto di premio, alla sua III edizione, non si poteva che pensare all’antico ed ottimamente vivace, grande Giorgio Gioco, creatore dell’ormai storico Ristorante “Dodici Apostoli”, Verona, e grande amico di Villafranca, che, assieme alla signora Jole, ha accolto la Confraternita del Castellano, il suo presidente, Alberto Ferrarese, e l’ex-sindaco di Villafranca, Maurizio Facincani, nella sua abitazione. Al grande Veronese è stato consegnata la scultura-trofeo, realizzata a mano, abbellita da vari elementi a cera aperta e rappresentante il Castello di Villafranca, nonché gli arnesi per la tavola, la forchetta ed il coltello, aventi sul retro, ben visibile, un grande cerchio dorato, segno del piatto. Il tutto, opera esclusiva per la Confraternita, egregiamente eseguita dal noto maestro-orafo, Alberto Zucchetta, Verona, che ha onorato la città scaligera con molti altri suoi lavori. Sigificativa e parlante, la dedica sul diploma: Al mitico Chef della ristorazione internazionale, poeta, umanista, custode delle più autentiche tradizioni veronesi, pura espressione della Civiltà della Tavola. Ha donato a Villafranca consigli, saggezza ed amore, sentimenti, che ricambiamo, riconoscenti, con tanto affetto. Villafranca di Verona, 21 settembre 2018. Giorgio Gioco, volto alla ”simpatica platea”, ha sottolineato, ringraziando, come “Villafranca è, per me, la mia seconda casa, nella quale gradirei, persino, trascorrere qualche settimana, a ricordo dei miei tempi, in essa trascorsi, degli amici avuti e che tuttora ho, ai quali sono legato da amicizia sincera, quella, che nasce dal cuore, e per esprimervi quella riconoscenza, sentita, quale voce importantissima, oggi, purtroppo, dimenticata “! E proprio all’amicizia il grande Gioco ha dedicato diversi versi, in dialetto veronese, recitati spontaneamente, con grande memoria ed amore per la veronesità, nonché con un voce preziosamente fresca, che ha portato allegria e serenità. Giorgio ha colto l’occasione per non dimenticare il grande contributo, all’evoluzione del suo antico esercizio, apportato dalla moglie, signora Jole, in ben settant’anni di matrimonio… Lodevolissimo atto, quello di premiare Chi ha dato tutto se stesso nella promozione delle tradizioni, della storia, della cucina e del dialetto veronesi, che, nel loro insieme, sono alta cultura ed alto tengono il nome di Verona, nel mondo. Alberto Zucchetta: si è voluto premiare Una delle colonne della veronesità, d’ogni tempo…!
Pierantonio Braggio

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