Il risparmio in Italia. Preoccupate ed ottime parole del presidente Sergio Mattarella.
di adminDi risparmio abbiamo sempre sentito parlare, sin da giovane, al risparmio, abbiamo sempre dedicato massima attenzione, per il risparmio, come tutti, del resto, ci siamo imposti grandi sacrifici, quando non siano state incisive privazioni. Tanto impegno e mortificazione, quindi, per essere assillati da imposte. Oggi, sulla via degli ottantadue anni, il carissimo termine risparmio, è inchiodato nella nostra mente e ci conferma la sua feconda utilità, sebbene, purtroppo, esso sia un bel nulla, rispetto alla fortuna di fortunati, che in un solo mese incassano, anche molto, molto più, di quanto un modesto cittadino, vissuto sempre risparmiando ed in avanzata età, riesca ad incassare in un anno, senza dimenticare chi, risparmiando, in banche popolari, è rimasto in brache di tela… C’è, dal 1924, la bella, bene ideata iniziativa, della Giornata del Risparmio – ogni 31 ottobre. In merito, ricordiamo, i due francobolli italiani, d’un lontano passato, che riproducono, rispettivamente, un bambino, in piedi, in una botte, data da un Buono fruttifero postale, ed una casa, che fuoriesce da un salvadanaio di terracotta… Ovviamente, tutto accompagnato, come avviene, anche oggi, da parole invitanti a risparmiare, anche se nulla si faccia per favorire il risparmio stesso. Fare pagare un 20%, derivante da un precedente, 27%, sul nulla, che rende un contocorrente, non solo è ridicolo, ma, significa punire il risparmiatore e considerare il risparmio un quasi delitto… Poi, è mostruoso, dovere pagare un 26% – che può adattarsi ai risparmiatori europei, con salari quasi doppi dei nostrani – su improbabili, minuscoli guadagni di borsa, mentre fu istituita l’imposta del 12,50% sul rendimento, detto, in senso peggiorativo, “rendita”, dei BTP, ovviamente, compresa quella dei modesti: sino al 1986, i certificati del Tesoro portavano la scritta esente da ogni imposta, presente e futura… Un 12,50% (inizialmente, la percentuale era inferiore) che costringe lo Stato a fissare tassi più alti all’emissione dei Bot, per renderli più appetibili. C’è quindi, la grande trovata dello 0.20% sul valore dei titoli in deposito a custodia…, 200.-€ per ogni 100.000.- €di valore… Paga qua, paga là, povero risparmio, dove vai a finire? In che cosa è tutelato il risparmio? E non parliamo della casa…, con la sua burocrazia, con le sue imposte e con la sempre più difficile riscossione degli affitti, non dimenticando che un’edilizia attiva, con il suo indotto, è fonte di occupazione e di ricchezza. In questa pessima situazione, che non invita certo a risparmiare, ma, semmai, a risparmiare per disperazione, ci ha consolato il saggio intervento del presidente Sergio Mattarella, che, con grande senso di responsabilità e assumendosi il compito di custode del risparmio degli italiani, ha invitato caldamente a fare massima attenzione sul risparmio stesso. Un caldo intervento, propizio, che, se non andiamo errati, in più di sessant’anni di attenzione alla finanza, non abbiamo mai sentito sulla bocca di un politico. Un Presidente, quindi, che merita, in tal senso, massima lode, per essere intervenuto, fra l’altro, in un momento, in cui, il nostro risparmio è minacciato da un insostenibile debito pubblico, anche perché lo stesso, anziché ridursi, aumenta… Debito, che, in verità, preoccupa fortemente, i suoi esteri detentori (di BTP), che, speriamo, non si mettano in testa di vendere i loro titoli. Intanto, i mercati, anche azionari, hanno subito apprezzato il forte intervento del presidente Mattarella, mentre, in precedenza, lo spread dava segni di pericoloso aumento. Ogni incremento di spread significa più interessi, che lo Stato deve pagare sulle nuove emissioni, e più interessi significano liquidità sottratta agli ivestimenti, unici, capaci di dare lavoro e ricchezza. Comunque, il risparmio richiede massima attenzione, perché, su di esso, si basa la stabilità pubblica e privata.
Pierantonio Braggio
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