“Adambiente”, Verona e il territorio.
di adminIn verità, i veronesi identificano, con il termine “torricelle” – in dialetto veronese “tòresèle” – le verdi “colline”, che verso Nord, coronano Verona. Le due voci, tuttavia, indicano le quattro torricelle, a forma rotonda, che si ergono, quasi in fila, una dietro l’altra, sul crinale delle alture veronesi, che dividono la cittadina Valdonega dalla Valpatena. Ufficialmente, tali torricelle sono denominate “massimiliane”, perché ispirate alle trentadue “Türme” o torri circolari, fatte costruire dall’arciduca Massimiliano Giuseppe d’Austria-Este (1801-1863), negli anni 1831-1837, a difesa della città di Linz e ancora colà esistenti. Altre torri avrebbero dovuto essere costruite – progetto, poi non realizzato – attorno ad ogni città dell’Impero austriaco, onde evitare che tali centri, in caso d’invasione, fossero conquistati facilmente, come fu di Vienna, nel 1805, per mano di Napoleone. Le quattro veronesi torricelle – voce, quest’ultima, un po’ diminutiva, rispetto all’effettiva, massiccia entità delle stesse – erano, piccole fortezze autonome, a forma rotonda, dotate di cannoni, che avrebbero sparato dall’interno delle stesse, e di fucileria. Esse furono volute dal feldmaresciallo Josef Radetsky (1766-1858), comandante delle truppe imperiali austriache, di stanza nell’allora Lombardo-Veneto e costruite dall’ingegnere ed ufficiale dell’esercito di Vienna, Franz von Scholl (1722-1838), cui sono dovute anche le altre fortificazioni austriache della Verona, quale parte integrante del noto Quadrilatero. Ebbene, le dette “torricelle”, vere e proprie opere d’arte, se, fortunatamente, non sono più utilizzate come centri militari, non sono trattate, esternamente, come dovrebbe essere trattato un monumento, non possono essere visitate dal normale turista – pure altamente alle stesse interessato, né è possibile l’accesso alle stesse, per cui, nonostante le loro attraenti caratteristiche, non possono, attualmente essere considerate, come potrebbero e dovrebbero essere, importante motivo di attrazione turistica, in un meraviglioso paesaggio. Una torricella, la N° 2, tuttavia, è in concessione a privati, la N° 3 è gestita da Acque Veronesi, una terza, la N° 4, è praticamente abbandonata a sé stessa – un vero disastro. La N° 1, è stata baciata dalla fortuna, perché è stata data in concessione precaria, recentemente, ad Adambiente Onlus – Associazione per la Difesa Ambientale, nella persona del suo attivo ed appassionato presidente, Salvatore Cocozza, via Franco Faccio 25b, 37122 Verona, info@adambiente.it, www.adambiente.it. Associazione che farà l’impossibile per riportare nella sua luce originale la torricella concessagli – la prima, e prima delle quattro citate, che s’incontra, salendo verso la collina, sia da Porta Vescovo, sia da Valdònega – rendendola accessibile ed agibile e, quindi, visitabile, curandone il verde che la circonda, avendo come scopo di valorizzare la torricella stessa, il territorio ed il paesaggio, nel quale essa s’erge, facendo al tempo, cultura e creando certamente turismo. Osservando da vicino una di tali torricelle, sembra di trovarsi centomila volte peggio, che negli atrii muscosi e nei fori cadenti dell’Adelchi, resi meno paurosi dal fine linguaggio manzoniano, mentre al curioso, colpito da tale rovina, viene da pensare a come sia stato possibile giungere ad una tale situazione e se non sia al più presto realizzabile un recupero dei sopra descritti monumenti. La visita ai quali trasformerebbe la zona, da essi dominata, in un territorio ravvivato da un percorso sicuramente frequentato da amanti della storia e dell’arte e, perché no, anche dalla fitta vegetazione arborea, che lo copre, nonché delle belle visioni, che offrono, viste dall’alto, Valdònega e Valpantena. Che è quanto intende fare, poi, Adambiente, partendo dalla torricella N°1, ora, in concessione, dal Comune di Verona, alle sue cure. Su questi temi verterà il convegno, organizzato, appunto da Adambiente, che si terrà sabato 16 giugno 2018, alle ore 17,00, presso il Circolo Ufficiali, Castel Vecchio, Verona. L’Associazione Adambiente Onlus auspica, infine, che, in futuro, tutte e quattro le torricelle, riportate alla loro originaria bellezza, e rese, quindi, agibili, possano diventare mete, raggiungibili da cittadini e da turisti, attraverso un unico percorso, nel verde e nell’aria pura, che colleghi le stesse, tanto da Valdònega, che da Porta Vescovo. Una valorizzazione, quindi, delle torricelle-monumento e del territorio, che le ospita.
Pierantonio Braggio
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