Il patto di Coldiretti con i candidati veronesi
di adminClaudio Valente, presidente di Coldiretti Verona ha ricordato: “E’ alto il valore degli imprenditori agricoli in quanto produttori di cibo e non solo di derrate alimentari ma è necessaria anche la sicurezza nelle zone rurali con investimenti in infrastrutture come la banda larga per evitarne lo spopolamento». Martino Cerantola, presidente di Coldiretti Veneto ha presentato il manifesto politico di Coldiretti incentrato su cinque proposte che riguardano: etichettatura obbligatoria per tutti gli alimenti; istituzione del Ministero del Cibo; semplificazione per le imprese agricole; eliminazione del segreto sulle importazioni di prodotti alimentari; approvazione definitiva del disegno di legge sui reati agroalimentari. Si tratta di 5 interventi a costo zero da esaurire nei primi 100 giorni di Governo, che puntano a eliminare le storture della filiera, rendendo più trasparenti i mercati, le pratiche commerciali e produttive con evidenti vantaggi per i cittadini-consumatori e per le imprese
Il direttore regionale Pietro Piccioni, dopo aver ricordato che «fare politica significa mettersi al sevizio della collettività» ha moderato il confronto, chiedendo ai candidati di esprimere il proprio parere sulle proposte di Coldiretti e la sottoscrizione del Manifesto. Attenzione è stata data anche alla petizione della non ratifica dell’accordo Ceta tra Unione Europea e Canada.
I candidati, tranne Movimento Cinque Stelle e 10 volte meglio, hanno sottoscritto il manifesto di Coldiretti.
Ciro Maschio ha evidenziato l’importanza «di una riforma radicale della burocrazia che sta mettendo in ginocchio le attività» Vito Comencini, proveniente da una famiglia di agricoltori, ha sostenuto la necessità di difendere i prodotti italiani con l’Europa che deve cambiare posizione. Flavio Tosi ha detto: «l’accordo Ceta va fermato perché è provvisoriamente vigente». Lucio Mirko Furia ha evidenziato: «Proponiamo il sigillo di garanzia con cui fascettare tutto il prodotto agroalimentare al consumo e non».
Massimo Ferro ha segnalato l’importanza di togliere il segreto sulle importazioni di prodotti alimentari; Gianni Dal Moro nel ricordare quanto fatto dal Ministro Martina e da Paolo De Castro in Europa ha evidenziato la necessità di portare avanti il brand del made in Italy. Fiorenzo Fasoli ha sostenuto l’importanza del rapporto diretto tra produttori e consumatori, con un’attenzione all’ambiente e al biologico. Manuel Musumeci ha illustrato l’impegno del movimento verso il digitale e la formazione, motore dell’innovazione. Silvana Belladelli ha detto che le proposte di Coldiretti sono già all’interno del programma del Movimento Cinque Stelle.
Sull’opposizione alla ratifica del Ceta tutti candidati si sono trovati d’accordo con quanto evidenziato da Coldiretti.
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