Nuova call-to-action

Luciano Pavarotti (1935-2007), all’Hotel Due Torri, Verona.

di admin
Con 20 dipinti inediti, esposti nella Mostra “vincerò”, lo scultore e pittore veronese, M° Antonio Amodio, ricorda il “Tenorissimo”, nel decimo anniversario della scomparsa.

Venti dipinti – opera dello scultore e pittore Antonio Amodio ed incentrati sul volto di Luciano Pavarotti – saranno esposti, presso presso l’Hotel Due Torri, Verona, dal 5 settembre al 5 ottobre 2017, a cura dell’Associazione culturale 4uattro Elementi e della Fondazione Luciano Pavarotti. Inaugureranno la Mostra, alle ore 18, del 5 settembre – entrata ad invito – Nicoletta Mantovani, presidente della citata Fondazione e il critico d’arte Philippe Daverio. L’accesso all’esposizione sarà ad ingresso gratuito, a partire dal 6 settembre. Hanno annunciato ufficialmente l’evento, nella Sala Arazzi del Municipio di Verona, l’assessore alla Cultura, avv. Francesca Briani, e l’artista stesso, Antonio Amodio. Un’esposizione, che vuole essere un percorso evocativo, forte, spirituale e celebrativo della figura d’un grandissimo tenore, ed omaggio alla sua voce ed alla sua anima. Guiderà gli ospiti, in visita ai venti dipinti, l’esperto Daverio. Antonio Amodio (1972) inizia la sua attività lavorativa ed artistica a soli quattordici anni, orientando i primi studi sulle tecniche della scultura e del bassorilievo. In questa fase iniziale, prediligendo materiali come il legno e la pietra, si esercita duramente, sotto la guida dell’artista Giovanni Massagrande, da cui apprende la tecnica dell’intaglio e affina l’arte dello scolpire. Determinante è, poi, per Antonio, l’attività nello studio romano del grande artista Giacomo Manzù (1908-1991), acquisendovi nuova immediatezza e libertà espressiva, più forte ed intensa. Un periodo, durante il quale Amodio realizza opere, con l’antica tecnica della fusione a cera persa. Moltissimo ha inciso, quindi, l’impegno, di collaborazione e d’amicizia, con il pittore e scultore veneziano, Saverio Barbaro. Ben presto, tuttavia, la curiosità e la sensibilità artistica di Antonio lo portano ad avvicinarsi al mondo della pittura. Amodio inizia così a studiare la figura umana, delineandola, con tratto semplice e pulito, sintetizzandone, attraverso una tavolozza cromatica ristretta, le numerose sfaccettature d’animo. Soggiorni ripetuti a Madrid, Istambul, Lisbona, Porto e Venezia si sono trasformati in fonte d’ideazione e soggetto di molte sue opere. Lavori dell’Autore sono oggi presenti in numerose collezioni, pubbliche e private, italiane ed estere, dalla città del Vaticano, al senato della Repubblica Italiana, fino alla Russia e agli Stati Uniti. Visiteremo ed apprezzeremo, dunque, una mostra, che crea conoscenza e cultura, avvicinando veronesi e turisti alla vera arte, non dimenticando che l’arte di Amodio onora Pavarotti e la Lirica…, della quale Verona, con la sua Arena, è centro internazionale.

Condividi ora!