“Aida” di Giuseppe Verdi, a Verona, da domenica 13 agosto 2017.
di adminBisogna sapere, per meglio capirci, che la prima “Aida”, quella areniana, vera e propria, andò in scena, per la prima volta, nell’Arena veronese, ad opera del veronese Giovanni Zenatello (1876-1949). Il quale, mentre, avendo portato la nota opera nell’Anfiteatro romano-veronese, intese celebrare il centesimo anniversario della nascita di Giuseppe Verdi (1813-1901), autore di “Aida” stessa, trasformò, involontariamente, ma, felicemente l’Arena in teatro d’opera. Teatro, che, dopo 104 anni, dalla felice iniziativa di Zenatello, riscuote, tuttora ed ogni anno, i massimi consensi, sia per le opere rappresentate, che per la qualità delle esecuzioni e della spettacolarità del maggiore teatro all’aperto del globo. Anche il 95° Festival lirico 2017 vuole onorare Verdi e Zenatello e annuncia che “domenica 13 agosto alle ore 20.45 va in scena, la quinta recita di Aida di Giuseppe Verdi, nell’edizione storica ispirata alla prima messa in scena del 1913, che ha dato vita al Festival lirico. L’opera, simbolo dell’Arena di Verona, che conta oltre 670 recite dal suo esordio, sul palcoscenico areniano nel 1913, è in scena nello storico allestimento, ideato dal regista Gianfranco de Bosio nel 1982, grazie allo studio dei bozzetti per le scene originali di Ettore Fagiuoli; a completamento di questa messa in scena, applaudita da milioni di spettatori, in ben 20 stagioni, le coreografie di Susanna Egri, create ex novo sempre nel 1982. L’anfiteatro si trasforma così nell’Egitto dell’immaginario collettivo, con obelischi, palme, templi e sfingi, in mezzo ai quali, si dipana la vicenda senza tempo, tra la bella schiava etiope, che dà il nome all’opera, e il valoroso guerriero egizio Radamès. Un successo che, da 104 anni crea, sul palcoscenico più grande del mondo, una magia immortale ricca di esoticità, grazie all’alchimia tra la musica di Verdi e il libretto di Ghislanzoni, che ancora oggi sanno coinvolgere lo spettatore, con i grandi temi dell’umanità: amore, fedeltà alla patria, onore, morte e redenzione. Sul podio ritroviamo Andrea Battistoni impegnato a dirigere Cellia Costea in Aida, accanto a Marianne Cornetti nella rivale Amneris, a Hovhannes Ayvazyan in Radamès e a Carlos Almaguer, come Amonasro. Completano il cast: Il Re di George Andguladze, Ramfis di Rafał Siwek, Un messaggero di Paolo Antognetti e la voce di Tamta Tarieli per la Sacerdotessa. Nel ruolo coreografato della Sacerdotessa, nel I atto, e della Schiava, nella celebre scena del Trionfo del II atto, danzano rispettivamente le prime ballerine Alessia Gelmetti e Petra Conti, accanto ai primi ballerini Davit Galstyan ed Alberto Ballester. Il titolo vede impegnati l’Orchestra, il Coro preparato da Vito Lombardi, il Corpo di ballo coordinato da Gaetano Petrosino ed i Tecnici dell’Arena di Verona, insieme a un gran numero di corifee e figuranti. Repliche si avranno nelle serate 16, 20, 24, 27 agosto, sempre, con inizio, alle ore 20.45”. Biglietteria – Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona, tel.: (+39) 045 59.65.17 – fax: (+39) 045 801.3287 – email:biglietteria@arenadiverona.it, call center (+39) 045 800.51.51 –www.arena.it – Punti di prevenditaGeticket. Assistere ad una tale rappresentazione significa introdursi nella grande storia della lirica, non solo venendo a conoscenza della musica e della trama di Aida, ma, penetrare anche tutti gli aspetti previsti da Giuseppe Verdi, interpretati da Ettore Fagiuoli, architetto e scenografo veronese (1884-1961) e dal regista, pure veronese, Gianfranco de Bosio.
Pierantonio Braggio
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