Amore, alcool e Tommy Gun. Questo è “Live By Night”
di adminLa sceneggiatura è adattata dallo stesso Affleck per il cinema dall’omonimo romanzo di Dennis Lehane e risulta convincente e dai risvolti inaspettati nonché efficace nel rappresentare la vita di coloro che, attraverso un rigoroso codice morale ed etico, monopolizzarono sia il commercio di alcool e droghe sia il gioco d’azzardo e la prostituzione. La storia narra di un soldato di ritorno dalla prima guerra mondiale, rimasto sconvolto dall’orrore e violenza della guerra e non più disposto ad accettare ordini, decide di diventare un criminale rapinando banche finché non incontra una ragazza portandolo a fare il suo più grande errore ossia innamorarsi dell’amante di un potente e spietato boss di Boston . Fin dai primi minuti si viene trasportati nel pieno del proibizionismo, nei ruggenti e felici anni ’20 (conclusi con il crollo di Wall Street del 1929 che portò alla Grande depressione) con scenografie perfettamente realizzate e un’accuratezza storica non comune, come altre ben poche opere riescono a fare ricordando uno dei capisaldi del genere ovvero “Boardwalk empire”. La pellicola è arricchita da un cast eccezionale su cui spiccano, oltre al già citato Ben Affleck, una magnifica Elle Fanning nei panni di una predicatrice, Brendan Gleeson, Zoe Saldana, Chris Cooper, Scott Eastwood e Sienna Miller. Menzione a parte per il grande Remo Girone che interpreta il boss Maso Pescatore in maniera impeccabile ed efficace. Il pluripremiato Robert Richardson (vincitore di tre premi oscar per la migliore fotografia) riesce a creare magnifici “quadri” attraverso dei paesaggi meravigliosi e con movimenti di macchina da presa ampi e geniali. Oltre a ciò si alternano scene d’azione girate magistralmente contornate da effetti degni dei migliori gangster movie che mantengono equilibrato il ritmo a dialoghi ben scritti, coinvolgenti e mai noiosi. A differenza di molti che ritengono “Live by night” (da noi chiamato “La legge della notte”) il peggior film di Ben Affleck dopo lo spettacolare “The Town” e il superbo “Argo” ,vincitore di tre oscar su sette candidature totali, la sua ultima pellicola presenta invece molti aspetti positivi che non sono stati considerati nel modo adatto rendendolo sia un flop al botteghino con perdite di oltre 75 milioni di dollari sia un totale fallimento per la critica. Non è la prima pellicola che viene bocciata ingiustamente, di recente è accaduto ad “Alien:covenant” oppure nel 2012 con “Prometheus”, o con “Sette anime” del nostro Gabriele Muccino e molti altri. Perciò, per apprezzare oggettivamente un film e non farlo decadere immeritatamente occorre valutarlo per ciò che effettivamente è e non per ciò che vogliamo che esso sia.
Il Cinefilo
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