Banca Centrale Europea. Il credito a banche e depositi da parte di banche presso la BCE. QE: buona iniziativa, che va tuttavia accompagnata da incisive riforme.
di adminIl quale, con tale metodo, acquista sul mercato buoni del tesoro delle banche europee (quelli tedeschi, sono diventati merce rara), immettendo denaro fresco sul mercato, la cosiddetta liquidità, ossia, abbondante quantità di moneta. La quale, non essendo appesantita da alti interessi, grazie al QE, dovrebbe permettere o determinare maggiori consumi, maggiori investimenti nell’impresa, richiesta e cessione di linee di credito e di mutui ed altro, a tassi sinora mai visti. Tutto, quindi, per dare una forte spinta alle economie europee e, particolarmente a quelle del Sud-Europa, fra le quali, all’italiana. Bassi tassi o assenza degli stessi sono legati, come cennato, al QE, perché le emissioni di certificati del Tesoro avvengono quasi a futuro costo di remunerazione (interessi a favore dell’acquirente-portatore dei certificati) pari a zero o a meno che zero, con un grande sollievo per le casse degli Stati emittenti, uno dei quali, l’Italia, che sta pagando, relativamente alle emissioni del passato, circa 90 mld l’anno. Un grande sollievo, dicevamo – dovuto alle emissioni attuali – che dovrebbe farsi sentire realisticamente, sulle casse statali, perché realisticamente c’è: se prima, infatti, lo Stato pagava, per esempio il 5%, ora esso paga, lo 0,0.. Quindi, un’ottima, straordinaria differenza e grandissimo risparmio, dovuto al fatto che, non dovendo lo Stato pagare alti interessi, che sono denaro contante, non dovrà ricorrere ulteriormente all’economia, umiliandola con imposizione fiscale. Il fatto è che, per risolvere i problemi economici, la politica monetaria non basta – così come il QE è stato utile, per esempio, negli Stati Uniti – ma occorrono riforme, riforme e riforme e la politica sa quali – nonché corrispondente riduzione di sprechi e di spesa pubblica… Siamo sempre alle stesse parole, che si potranno cambiare solo quando, a riforme fatte, se si faranno, l’economia partirà veramente, con spesa e conti pubblici in ordine, rendendo – almeno – sostenibile il debito pubblico. Quanto all’assoluta mancanza di remunerazione su denaro risparmiato, dovremo abituarci all’attuale situazione e per lungo tempo… La BCE, che cerca di fare il suo meglio, intende procedere ad acquisti di titoli di Stato anche sino a oltre il 2017, sino a quando cioè si renderà rilevabile in Europa, in tutta l’Unione Europea, quell’inflazione del 2% o circa, che dovrebbe essere garanzia di rivivacizzazione dell’economia europea ed italiana, che, quest’ultima, si rimetterà in moto solo, come detto, con riduzione della spesa pubblica e con un sanguinoso taglio alla burocrazia… Ultima considerazione: è più noto quanto sopra, che il fatto, per cui tutti i Bot in circolazione – beati coloro, che ne possiedono a tassi remunerativi – hanno raggiunto, a seguito del QE, quotazioni inimmaginabili, solo alcuni anni orsono… Intanto, le famiglie risparmiano più del previsto, trattenendosi dallo spendere, e il Fondo Monetario Internazionale vede positivamente l’azione della BCE, sebbene, purtroppo, tale azione, pur con le massime buone intenzioni, non abbia dato sinora i risultati sperati.
Pierantonio Braggio
In Evidenza
Federalberghi Garda Veneto: «Olimpiadi sul lago? La tutela venga prima»

Agsm Aim, il Consiglio accelera per il “battesimo” ufficiale in Magis

CER, accumulo e intelligenza energetica: Verona al centro della nuova transizione

Carne equina, Federcarni contro il divieto: «A rischio imprese, lavoro e tradizione»

Coin chiude l’Excelsior di Verona: serrande giù a fine luglio

Mps: via libera alla fusione per incorporazione di Mediobanca e al delisting

Pil Veneto a +0,8% nel 2026: più occupazione, meno export. Bene agroalimentare e macchinari

AI e inflazione, cosa cambia per gli investimenti: il focus del report CFO Solutions

Matteo Scolari: «Il futuro passa da Verona, un anno di eventi e impegno per la città»





