Terremoto e ricostruzione. “Come era, dove era”…
di adminI fatti di questi giorni, nel Centro-Italia, colpiscono profondamente: piangiamo i morti ed esprimiamo massima vicinanza e solidarietà a chi è rimasto ferito o a chi, sopravvissuto, ha perso i propri Cari o i propri beni. Ma, tali eventi, che, a ripetizione, scuotono le nostre terre, portando distruzione e morte, ci fanno anche pensare a chi è rimasto senza un’abitazione o senza quell’attività, anche modesta, che gli permetteva di sbarcare il lunario. Si tratta, quindi, di dare un tetto, con la massima sollecitudine, a tali cittadini, che, come tutti, hanno pur sempre pagato puntualmente le decime allo Stato. Autorevoli affermazioni in tal senso non sono mancate. Ora, occorrono i fatti, quale vera solidarietà. Senza pensare, per carità, ad ulteriori carrozzoni statali, suggeriremmo l’istituzione di un Ufficio, d’un semplice ufficio, stabile e dotato d’alta autorità, autonoma, peraltro, che, al di là di ogni ostacolo politico e burocratico, ma, nel rispetto delle previste regole, dia immediatamente inizio al procedimento per la ricostruzione di case, di abitazioni e di negozi, partendo subito, dal momento, in cui, eliminate le macerie, aree, strade e piazze delle località colpite, siano agibili. Tutto senza perdere un secondo di tempo, in modo che i cittadini, sprovvisti di tutto, abbiano nell’immediato la consolazione di sentirsi veramente considerati da quello Stato, alle Istituzioni del quale, hanno affidato i compiti, per la migliore vita civile. Ovviamente, non siamo dinanzi ad una grande proposta. Siamo nel modesto, nel pratico e dinanzi al sentito desiderio – accompagnato dalla volontà di non creare assolutamente ulteriore burocrazia – di fare sì che il Pubblico, che esiste esclusivamente per servire la comunità, dimostri costruttivamente di adempiere al mandato democraticamente ricevuto, e, comunque, in assoluta distanza da ogni colore politico. Sono stati stanziati milioni. Bene, ma ne occorrono molti altri. Rinunciamo, per questo, a qualche altra spesa pubblica, magari già promessa o impegnata, tratteniamo un forte contributo ai grandi stipendi pubblici e alle grandi pensioni – ma non aumentiamo ulteriormente aliquote fiscali o il prezzo della benzina e del gasolio…, anche per non peggiorare la già debolissima congiuntura. La situazione dei nostri concittadini colpiti è terribile. La politica accantoni ogni contrasto. Non sono né la destra, né la sinistra, che contano, per affrontare il disastro, ma la buona volontà e la massima e seria unione d’intenti. Forniamo, in tempi brevi, un alloggio decente e provvisorio – in attesa, appunto, della nuova abitazione – in esercizi accoglienti, che garantiscano la meritata quiete. Quanto alla ricostruzione, ci tornano alla mente due francobolli italiani del 1912, celebrativi dell’inaugurazione del nuovo campanile di San Marco a Venezia: portano la scritta, sopra, a destra, su due righe, accanto alla guglia Come era, dove era, ossia, le parole dell’allora sindaco di Venezia, Filippo Grimani, espresse in consiglio comunale, riunitosi d’urgenza, dopo il crollo del campanile stesso – la cui costruzione iniziò nel 911 – pretendendone la più sollecita ricostruzione, per la quale furono subito stanziate 500.000 lire del tempo… Ebbene, come era e dove era, auspichiamo venga ricostruita ogni struttura abbattuta dal recente evento, applicando i più moderni metodi d’edificazione e le dovute massime garanzie di qualità antisismiche del ricostruito, investendo con forza anche Bruxelles, che non potrà non tenere conto della difficile situazione geologica dell’Italia e dell’opportunità di intervenire economicamente, non dimenticando che fra tutti i Paesi dell’Unione, il nostro è, purtroppo, l’unico membro ad essere maggiormente esposto a pesanti movimenti sismici, fra l’altro, di portata gravissima. Ancora, un caro ricordo alle vittime e stretta vicinanza a Chi dovrà superare i gravi problemi di reinserimento nella vita d’ogni giorno. Pierantonio Braggio
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