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I fornitori attendono dallo Stato 65 mld.

di admin
Perché penare 130 giorni, per poter incassare l’importo d’una fornitura?

Che lo Stato italiano abbia problemi di liquidità, è purtroppo, noto, ma che i suoi fornitori abbiano diritto d’essere saldati in un tempo accettabile – o meglio, puntuale, così come pretende lo Stato nei propri riguardi – per quanto gli stessi allo Stato hanno puntualmente consegnato, è fatto incontestabile. Il denaro serve subito, a chiunque, eccome…, specie nell’ambito delle relazioni commerciali, tenuto conto anche della difficoltà corrente d’accedere al credito. Una normativa in materia di termini di pagamento da parte degli Stati al mondo privato c’è: è normativa a livello europeo, una direttiva, che prevede che tutti gli Stati dell’Unione Europea, paghino le prestazioni ai privati fornitori, entro 30-60 giorni, a seconda del tipo di merci consegnate. Segnala, in merito, il benemerito Ufficio Studi di CGIA, Mestre, che la Pubblica Amministrazione deve ad aziende private fornitrici – dati 2015 – non meno di 65 miliardi e forse più, miliardi, che se affluissero al più presto nelle loro casse, costituirebbero una pompata provvidenziale di benvenuta liquidità… Dicevamo che sono previsti, europeisticamente, 30-60 giorni dalla consegna, ma, la media d’attesa italiana è di circa 130 giorni, mentre in Germania – nella ragionieristica Germania – è meno di 30 giorni, è sotto i 40 in Gran Bretagna, e, ancora, per fare un ulteriore esempio, di 60 giorni in Francia, essendo la media europea d’attesa di 45 giorni. Evidente è che le aziende non possono permettersi d’attendere, dopo essere in costante lotta in fatto di fisco e di burocrazia, e che una certa liquidità permetterebbe loro di metterla in ciclo, creando valore aggiunto e la base, comunque, di nuove entrate per lo Stato… Un denaro dovuto, che creerebbe subito, fra l’altro, denaro e occupazione… Le aziende attendono, è l’economia, con le sue regole non scritte, che non aspetta e che, in mancanza d’incisivi interventi, tarda pesantemente a rinvigorirsi. Non si può pretendere che il privato investa, che s’impegni e si sacrifichi, se lo Stato non gli viene incontro, almeno in quanto, per prestazioni eseguite, gli spetta.
Qualcosa, in materia è stato fatto, ma ancora troppo poco, pochissimo. Il dovuto va versato puntualmente ed al completo. L’economia ne ha immediato bisogno e, date le difficoltà in cui ci si trova, conviene preferire questa ad altro.
Pierantonio Braggio

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