L’economista Stefano Zamagni: “Entro tre anni saranno chiusi tutti i paradisi fiscali” . Trecento esperti di tutto il mondo mobilitati.
di adminL’annuncio a Udine durante un convegno della Banca Popolare di Cividale su etica ed economia, presenti la presidente della Regione Serracchiani e l’arcivescovo Mazzocato
UDINE – “Entro tre anni non ci saranno più paradisi fiscali”. Lo ha assicurato il noto economista Stefano Zamagni, uno tra i promotori di un documento sottoscritto in due settimane da 300 economisti di tutto il mondo tra cui 6 premi Nobel che si prefiggono questo ambizioso obiettivo.
L’anticipazione è stata data dallo stesso docente dell’ateneo di Bologna e membro della Pontificia Accademia delle Scienze nel corso di un convegno promosso a Udine dalla Banca Popolare di Cividale su ‘Etica ed economia’ in occasione del 130 anni di vita dell’istituto friulano.
Un’iniziativa quanto mai opportuna in un contesto come quello del Nordest scosso dai recenti scandali bancari che hanno travolto migliaia di risparmiatori e ‘bruciato’ enormi risorse finanziarie. Su questo aspetto ha preso posizione la presidente del Friuli VG Debora Serrachiani che nel suo indirizzo di saluto all’affollato convegno udinese ha ribadito la necessità impellente di avviare azioni di responsabilità contro i vertici delle banche coinvolte nei crac finanziari prima di chiedere interventi al territorio e alle istituzioni.
Da parte sua, l’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, che primo tra i presuli del Nordest già nella scorsa Pasqua aveva denunciato dal pulpito le gravi responsabilità dei vertici delle banche fallite, ha fatto appello a due doti umane “coscienza e intelligenza” che possono contribuire a ripristinare l’etica in campo economico e finanziario nei fatti, e non con semplici dichiarazioni.
“ConcrEticamente -, quando l’etica è applicata” è stato infatti il tema del convegno che ha inteso riportare al centro del dibattito i valori fondamentali dell’agire umano che stanno alla base della nascita delle banche territoriali come la stessa Popolare di Cividale: “Mutualità ed etica sono stati e saranno i punti fermi della storia della nostra banca – ha detto la presidente Michela Del Piero – dai quali non ci discosteremo pur affrontando i necessari cambiamenti che i tempi e i governi richiedono al sistema bancario”.
“L’etica è come la salute, se ne sente il bisogno quando viene meno”, ha ironizzato Luigi Alici, docente all’università di Macerata che, parlando di “etica nel sociale”, ha affiancato il prof. Zamagni nel convegno. “Non c’è ‘res publica’ se non c’è un ‘populus’ che la abita e la governa” ha detto ancora Alici sostenendo la necessità di “ricreare il ‘populus’ “ attraverso una “rifioritura umana”.
Ma è stato il docente bolognese il protagonista del convegno con la sua dotta dissertazione sulle cause della rottura tra etica ed economia.
L’economista ha puntato il dito sui grandi squilibri finanziari che si sono manifestati negli ultimi 40 anni quando la finanza ha smesso di sostenere l’economia reale per diventare autoreferenziale. “Nel 2014 l’ammontare complessivo degli asset finanziari ha raggiunto un dimensione 12 volte superiore al Pil mondiale prodotto. Bisogna avere il coraggio di cambiare”. E qui s’inserisce l’iniziativa dei 300 economisti internazionali raccolti intorno ad un articolato documento che si prefigge di produrre sensibili cambiamenti in campo economico-finanziario, primo fra tutti l’eliminazione dei paradisi fiscali.
L’anticipazione è stata data dallo stesso docente dell’ateneo di Bologna e membro della Pontificia Accademia delle Scienze nel corso di un convegno promosso a Udine dalla Banca Popolare di Cividale su ‘Etica ed economia’ in occasione del 130 anni di vita dell’istituto friulano.
Un’iniziativa quanto mai opportuna in un contesto come quello del Nordest scosso dai recenti scandali bancari che hanno travolto migliaia di risparmiatori e ‘bruciato’ enormi risorse finanziarie. Su questo aspetto ha preso posizione la presidente del Friuli VG Debora Serrachiani che nel suo indirizzo di saluto all’affollato convegno udinese ha ribadito la necessità impellente di avviare azioni di responsabilità contro i vertici delle banche coinvolte nei crac finanziari prima di chiedere interventi al territorio e alle istituzioni.
Da parte sua, l’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, che primo tra i presuli del Nordest già nella scorsa Pasqua aveva denunciato dal pulpito le gravi responsabilità dei vertici delle banche fallite, ha fatto appello a due doti umane “coscienza e intelligenza” che possono contribuire a ripristinare l’etica in campo economico e finanziario nei fatti, e non con semplici dichiarazioni.
“ConcrEticamente -, quando l’etica è applicata” è stato infatti il tema del convegno che ha inteso riportare al centro del dibattito i valori fondamentali dell’agire umano che stanno alla base della nascita delle banche territoriali come la stessa Popolare di Cividale: “Mutualità ed etica sono stati e saranno i punti fermi della storia della nostra banca – ha detto la presidente Michela Del Piero – dai quali non ci discosteremo pur affrontando i necessari cambiamenti che i tempi e i governi richiedono al sistema bancario”.
“L’etica è come la salute, se ne sente il bisogno quando viene meno”, ha ironizzato Luigi Alici, docente all’università di Macerata che, parlando di “etica nel sociale”, ha affiancato il prof. Zamagni nel convegno. “Non c’è ‘res publica’ se non c’è un ‘populus’ che la abita e la governa” ha detto ancora Alici sostenendo la necessità di “ricreare il ‘populus’ “ attraverso una “rifioritura umana”.
Ma è stato il docente bolognese il protagonista del convegno con la sua dotta dissertazione sulle cause della rottura tra etica ed economia.
L’economista ha puntato il dito sui grandi squilibri finanziari che si sono manifestati negli ultimi 40 anni quando la finanza ha smesso di sostenere l’economia reale per diventare autoreferenziale. “Nel 2014 l’ammontare complessivo degli asset finanziari ha raggiunto un dimensione 12 volte superiore al Pil mondiale prodotto. Bisogna avere il coraggio di cambiare”. E qui s’inserisce l’iniziativa dei 300 economisti internazionali raccolti intorno ad un articolato documento che si prefigge di produrre sensibili cambiamenti in campo economico-finanziario, primo fra tutti l’eliminazione dei paradisi fiscali.
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