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Confraternite enogastronomiche a congresso a Campese, Bassano del Grappa.

di admin
2° Capitolo della Confraternita dei “Fasoi in salsa col busoeà forte de Bassàn”, presieduto dal presidente Luigino Barizza.
Organizzare un incontro enogastronomico di grande riulievo, specialmente per intenditori, quali sono i membri di Confraternite di settore, occorre disporre delle adatte conoscenze soprattutto in fatto di verdura, frutta, vino, olio e carni, le quali permettano scelte di antiche ricette e di metodi di preparazione, strettamente corrisopondenti al motivo, sui cui si basa la vita d’una Confraternita, o alle esigenze del momento. Non solo. Per le Confraternite, è determinante anche il grande concetto di “tradizione”, che conferisce alla loro attività una particolare atmosfera di profumi e di sapori romantici, che fanno ritornare ad un lontano passato, esclusivamente basato sull’agroalimentare. In tal senso, non poteva essere che Luigino Barizza, già direttore del Mercato Ortofrutticolo di Padova e, quindi, per decenni a contatto con derrate d’origine agricola, a fondare due anni orsono, la Confraternita dei “Fasoi in salsa col busoleà forte de Bassàn”…, un piatto antichissimo ai fagioli, cucinati, certamente con metodo normale, ma con l’aggiunta, appunto, di “busoleà forte”, ossia di casalingo biscotto-ciambelletta (‘busoleà’ significa ‘bucato, forato al centro’…), piuttosto speziato… e, quindi, “forte”… Scopo di tale Confraternita, alla cui attività collabora attivamente il vicepresidente Virginio Porosdocimi, è, appunto, quello di valorizzare il fagiolo, che costituiva, un tempo, buona parte dell’alimentazione veneta. Il 2° Capitolo si è felicemente svolto a Campese, Bassano del Grappa, con la partecipazione di circa venti Confraternite, da diverse parti d’Italia, e centoventi, fra consorelle e confratelli, domenica, 22 maggio 2016.
Raggiunta, in gruppo, l’antica Chiesa di Santra Croce, Campese, facente parte dell’antico monastero, fondato nel 1124, da Ponzio di Melgueil, ex abate di Cluny, don Giulio ha celebrato la Messa, dedicando parole di compiacimento, nei riguardi delle Confraterenite, che accanto alle loro specifiche attività promozionali, curano amicizia, fratellanza, cultura. In tal senso, si è pure più volte saggiamente espresso il presidente Barizza, che, nel suo caloroso discorso di saluto, non solo ha avuto parole di compiacimento per la folta presenza di consorelle e di confratelli, dicevamo dianzi, diversa provenienza, ma ha anche evidenziato come l’incontro per il II Capitolo della sua Confraternita non avesse potuto avere luogo senza la principale funzione religiosa, la Messa, importante momento di spiritualità, a ringraziamento del Creatore per i doni della terra, base essenziale dell’attività delle Confraternite stesse. Il presidente Barizza, mai trascurando il lato culturale, ha anche ricordato il monaco benedettino Teofilo Folengo, che, nato a Mantova nel 1491, morì a Campese nel 1544, dove fu sepolto, nella citata Chiesa di Santa Croce, nella quale i suoi resti riposano, ancora oggi, in un’artistica capella, a lui eretta nel 1740. Un amichevole incontro conviviale, ovviamente, basato sui “fasoi in salsa col busoeà”, si è tenuto, in un agriturismo, fra i verdi e stroardinari monti bassanesi, nonché fra alberi centenari, monumenti silenziosi del verde, e raggiunto, attraverso uno straordinario percorso montano, bagnato dalle trasparenti e fresche acque d’un vivace ruscello.
Pierantonio Braggio

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