SCUOLA: BRACCIO DI FERRO VENEZIA-ROMA SU ORGANICO DOCENTI – DONAZZAN CHIEDE DIMISSIONI MINISTRO GIANNINI
di admin“Ho chiesto al governo del Veneto di adoperarsi per le vie formali per avere copia del provvedimento con cui il ministero ha assegnato agli Uffici regionali il contingente organico aggiuntivo – spiega l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan – al fine di poter verificare i criteri che il ministero ha seguito nell’assegnare i posti aggiuntivi al Veneto. Ritengo infatti, e con me la Giunta, che il Veneto sia stato decisamente penalizzato da una dotazione organica aggiuntiva pari ad appena il 3 per cento degli oltre 4200 posti resi disponibili su scala nazionale". “Ciò che amareggia di più – incalza Donazzan, che da settimane sta cercando una interlocuzione diretta con il ministro Giannini – è il non potersi fidare delle istituzioni e il dover addirittura arrivare a chiedere di poter verificare i criteri e le ragioni. Trovo incredibile, infatti – aggiunge – che il ministro non si sia ancora degnata di rispondere alle diverse lettere ufficiali inviate da me al suo indirizzo. Un ministro così dovrebbe dimettersi per indegnità a ricoprire questa carica in un ministero-chiave che ha tra i propri obiettivi proprio l’educazione al rispetto delle istituzioni”.
In precedenza l’assessore Donazzan aveva ripetutamente sollevato dubbi e contestazioni sugli incrementi dei posti in organico del personale docenti previsti dal ministero per il prossimo anno scolastico, denunciandone la disomogeneità e il mancato rispetto del diritto allo studio di tutto gli studenti della penisola: “Non è possibile – ha rilevato l’assessore veneto – che la Sicilia, che ha un numero di abitanti di abitanti di poco superiore al Veneto, abbia una dotazione aggiuntiva di 420 insegnanti, il Piemonte (poco più di 4 milioni di abitanti) ben 500 in più, le Marche, che contano appena un milione e mezzo di abitanti, si vedano assegnare 140 docenti in più, il Lazio 280, la Calabria 260, la Campania 240. Di fronte a queste cifre i 150 posti in più assegnati al Veneto rappresentano appena il 3 per cento dei 4255 posti aggiuntivi previsti dal piano nazionale”.
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