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ASPETTANDO GODOT A LEGNAGO

di admin
Maurizio Scaparro sceglie il Teatro Salieri per l’anteprima nazionale della nuova produzione del Teatro Carcano Domenica 9 novembre – ore 20,45 Dopo la sontuosa inaugurazione musicale del 30 ottobre, con l’applauditissimo concerto dei Solisti Veneti, il Teatro Salieri di Legnago inaugura la Stagione della Prosa, domenica 9 novembre (ore 20,45), con l’anteprima nazionale di Aspettando…

Uno spettacolo che per il Salieri significa anche riconfermarsi laboratorio per altri grandi teatri e per un grande regista, come appunto Maurizio Scaparro con il Carcano di Milano, che tornano al Salieri per mettere in scena una nuova produzione, dopo la felice collaborazione con il teatro legnaghese per il “montaggio” de La coscienza di Zeno nel 2013.

Questa nuova produzione di Aspettando Godot ha per protagonista un formidabile quartetto di attori di grande valore e temperamento formato da Antonio Salines (Estragone), Luciano Virgilio (Vladimiro), Edoardo Siravo (Pozzo), Enrico Bonavera (Lucky). Accanto a loro, nel ruolo del Ragazzo, Michele Degirolamo, diretti da Maurizio Scaparro, uno dei maestri della scena italiana e internazionale, alla sua seconda collaborazione con il Teatro Carcano dopo l’eccezionale exploit della Coscienza di Zeno.

Dopo l’anteprima di domenica sera il regista e la compagnia saranno al Salieri anche lunedì 10 novembre, al mattino, per replicare lo spettacolo davanti agli studenti del territorio, che avranno anche l’occasione di dialogare con gli artisti al termine della recita.

Dialogo che anche gli spettatori di domenica 9 novembre potranno intessere con Maurizio Scaparro, che prima della recita (alle 20) incontrerà il pubblico al Ridotto del Teatro, per la consueta conversazione introduttiva.

Sarà quindi un’altra grande occasione per applaudire il grande teatro a Legnago, nonché di apprezzare in anteprima un grande Maestro della scena internazionale che si confronta per la prima volta con un “mostro sacro” del Novecento, come Samuel Beckett.

E’ lo stesso Scaparro a sottolineare che “Sento la responsabilità, il peso e l’emozione di mettere in scena per la prima volta un testo di Samuel Beckett e in particolare Aspettando Godot. Questo testo, che rileggo oggi, dico oggi “2000”, mi colpisce anzitutto per le sue radici collegate alla millenaria e senza confini Cultura Europea, che noi stiamo colpevolmente dimenticando”.
Il regista ricorda anche che “Beckett è certamente tra i primi nel Novecento a intuire che, nel mondo attuale, lo spazio per la tragedia si è fatto minimo, entra di nascosto, quasi sotto il velo del gioco, usa toni leggeri e punta talvolta anche al riso.

Mi piace ricordare che per più di cinquanta anni Beckett aveva vissuto nel quartiere operaio di Montparnasse (e dal ’40 al ’45 ha avuto un ruolo attivo nella resistenza francese). I suoi compagni d’avventura in quel periodo erano stati, tra gli altri, anzitutto James Joyce, (l’ironia del linguaggio di Beckett nasce anche da questo incontro), Giacometti e Buster Keaton”.

Sottolineando la forza innovativa di questa pièce, è ancora Scaparro ad evidenziare che “Nicola Chiaromonte notava che il fascino dei due atti di Beckett sta nella precisione con cui sono unite due situazioni ugualmente familiari per l’Homo Europeus: la difficoltà di credere nella sensatezza dei gesti quotidiani e la parallela difficoltà di credere nell’avvenire collettivo, “lo sconforto di Didi e Gogo è contagioso, ognuno se ne difenda come può, ma non si dimentichi che comunque è anche un gioco” anche nel senso teatrale di jouer.Così quelle creature deboli e immortali come Estragone e Vladimiro (e come Pozzo e Lucky), vivono in una terra desolata aspettando Godot, che non arriverà mai, vivono in un lontano e vicino (a loro e a noi) ‘900 nel ricordo romantico di una Tour Eiffel che resiste come immagine e nell’aridità di un presente che esclude loro e quelli che vorrebbero cantare, ballare, parlare, vivere. Beckett ce lo ricorda (capita qualche volta per i grandi classici) e lo fa con profonda drammaticità e spesso con sorprendente ironia”.
A pochi giorni dall’anteprima legnaghese Scaparro vuole anche evidenziare la rilevanza del suo cast e della cultura teatrale: “Mi conforta di avere avuto in palcoscenico attori che stimo profondamente come Antonio Salines, Luciano Virgilio, Edoardo Siravo ed Enrico Bonavera, ma vorrei anche, alla fine delle prove, poter idealmente dedicare questa nostra fatica all’Europa della Cultura, la grande dimenticata dell’Europa che viviamo; e a quelle parole che Beckett sussurra quasi per caso come “teatro”, varietà” “circo”.

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