IL NUOVO ORARIO FERROVIARIO CADENZATO DEL VENETO. INCONTRO IERI A BELLUNO
di adminAmministratori locali e comitati hanno formulato osservazioni e richieste rispetto al contenuto del progetto allo stato attuale, che sostanzialmente si riferiscono all’attivazione di collegamenti diretti Venezia – Calalzo, anche in funzione turistica, ad una intensificazione dei servizi e al miglioramento dell’attuale materiale rotabile utilizzato su linee che nel bellunese non sono elettrificate.
Di tutto quanto emerso, Chisso ha preso buona nota, invitando Trenitalia a formulare delle proposte, che saranno poi al centro di un ulteriore confronto con i Comitati (di fatto su delega degli stessi sindaci), già fissato per il pomeriggio di martedì 27 agosto prossimo.
Già rispetto alle ipotesi originarie sono stati fatti dei passi avanti, ricalibrando le tracce orarie e per alcuni servizi spot implementati per alcune. Ma tenendo fermi i parametri tecnici ed economici che condizionano il trasporto in quest’area dove le linee sono ad unico binario e richiedono motrici diesel, c’è ancora spazio per lavorare e migliorare. L’attuale flusso di mobilità si esprime quotidianamente, tra le 4 e le 13, con circa 1.330 utenze (per studio e lavoro) tra l’area a Nord del capoluogo e Belluno e Feltre, delle quali 670 generate solo da questi ultimi poli. La domanda di mobilità, per motivi di studio e lavoro, generata dai paesi della valle del Cadore ha una netta propensione (l’86 per cento circa) di relazionarsi con Belluno, Feltre e Padova e solo il 14per cento ha per destinazione i Comuni della linea per Conegliano e sino a Venezia.
In questo contesto, allo stato attuale il progetto di cadenzamento prevede un sistema orario di regionali Belluno – Padova velocizzati nella tratta Castelfranco – Padova; un sistema orario di regionali Belluno – Conegliano in coincidenza col sistema di regionali veloci Conegliano – Venezia; un sistema orario di regionali Belluno – Calalzo. Il tutto si tradurrà in ogni caso in un maggior numero di corse giornaliere e in più fermate, in maggiori collegamenti con il resto del Nord Est (Belluno, Vicenza, Verona, Udine, Trieste), con la previsioni di “rotture di carico” ossia di cambio di treni a orari in coincidenza sulle varie relazioni che si intersecano nei poli principali e al passaggio da linea non elettrificata a linea elettrificata. Il servizio sarà poi in ogni caso destinato a migliorare con la progressiva soluzione alle “strozzature” tecnico – infrastrutturali oggi presenti, per le quali si prevede anche il raddoppio della Belluno – Ponte nelle Alpi.
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