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FONDI UE. CIAMBETTI: “RISPETTO LE OPINIONI DI LARONI, MA I DATI PARLANO DI UN VENETO TRA LE MIGLIORI REGIONI D’EUROPA NELL’UTILIZZO DELLE RISORSE COMUNITARIE”

di admin
“Le dichiarazioni del presidente Nereo Laroni in parte sorprendono, ma non vanno certo strumentalizzate: durante i lavori delle Commissioni consiliari congiunte, riunitesi per analizzare lo stato del Programma operativo regionale del Fondo europeo di sviluppo, erano state fornite risposte esaustive alle stesse perplessità di Laroni oggi riportate dalla stampa, e nessuna altra contestazione era stata…

La precisazione è dell’assessore veneto al bilancio e ai fondi Por-Fesr, Roberto Ciambetti, in merito alle valutazioni espresse dal presidente della Commissione Rapporti Comunitari e Affari internazionali del Consiglio regionale del Veneto.
 
“Affermare che stiamo perdendo delle opportunità nell’uso dei fondi europei è sostenere una tesi quanto meno ardita – prosegue Ciambetti – :  con il 75,31 per cento di utilizzo di tali risorse, siamo in linea con le migliori performance non solo delle Regioni del nord Italia ma anche delle aree più avanzate d’Europa. E se anche la tesi di Laroni fosse attendibile, vorrebbe dire che le Regioni più dinamiche del nostro continente stanno tutte perdendo delle opportunità, il che non è assolutamente vero”.

“Le parole del presidente Laroni – continua l’assessore – descrivono una situazione ben diversa dalla realtà che emerge ed è testimoniata proprio dagli stessi numeri che egli ha richiamato: non si possono prendere ad esempio i 7 milioni di Euro destinati a finanziare gli interventi innovativi per le televisioni come caso emblematico di un non-uso delle risorse comunitarie, perché significa considerare meno dell’1,5 per cento dell’intera quantità dei fondi, cioè una quota marginale, per di più tacendo elementi fondamentali, come la complessità della documentazione progettuale necessaria in un campo tecnologicamente avanzato. Devo piuttosto  notare che la farraginosità delle procedure, giustamente denunciata da Laroni, deriva da norme e regolamenti attuativi stabiliti all’inizio del programma 2007-2013, norme che forse andavano bene allora, prima della recessione economica, e che abbiamo ereditato. Purtroppo queste norme non si possono modificare con la velocità che i tempi di crisi richiederebbero, visto che ogni variazione va trattata con l’Europa attraverso procedure e tempi estenuanti, la qual cosa non ci ha certo spaventati e tanto meno fermati nel nostro tentativo di migliorare le condizioni operative”.

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