VINITALY. DAGLI ANTICHI VIGNETI DEL VENETO SPUNTI PER LO SVILUPPO DEL FUTURO
di adminNomi suggestivi, quelli di queste uve, con un dna proprio: Turchetta, Recantina, Corbina, Boschera e anche tante altre, delle quali hanno parlato a Vinitaly, nello stand istituzionale della Regione (Padiglione 4, spazi D4 E4), l’amministratore unico di Veneto Agricoltura Paolo Pizzolato e il prof. Vasco Boatto e Antonio De Zanche dell’agenzia regionale.
E’ stato in sostanza un guardare indietro, al passato, per poter fare ulteriori nuovi passi nel futuro a fronte del rischio dell’omogenità legata alla mondializzazione, realizzando vini innovativi da piante la cui origine si perde nei secoli ma che da sempre sono lì, nel loro territorio d’elezione e di selezione. E per verificare che non si tratta di teorie, le uve sono state trasformate in vino, tramite microvinificazioni, per degustare le caratteristiche, le qualità e le potenzialità del lavoro di recupero.
I vini protagonisti dell’assaggio di Vinitaly sono stati realizzati con uve a bacca rossa e da uvaggi composti da percentuali diverse di Turchetta (vitigno di media vigoria e di buona anche se non abbondante produzione, che si adatta bene ai terreni argillosi di pianura, purché ben drenati), di Recantina (vitigno di vigoria medio – bassa e media produzione per pianta, dovuta soprattutto alle ridotte dimensioni del grappolo) e di Corbina (varietà vigorosa, ma equilibrata, di produzione non elevata se coltivata in collina ma che diventa molto produttiva se coltivata in pianura). A queste si è aggiunto uno spumante rifermentato secondo il “metodo classico”, proveniente da uve Boschera vinificate in purezza, vendemmiate nel 2010. La prova nel calice è stata superata a pieni voti, una nuovo percorso si apre, spetterà agli imprenditori decidere come percorrerlo.
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