Inaugurato a Valeggio un monumento a “Silvia”, ninfa del Mincio ed ispiratrice ideale del “nodo d’amore”, il rinomato “tortellino”. La romantica statua è squisita opera del noto maestro Alberto Zucchetta
di adminCome accennato, momento principale della serata è stato la presentazione ufficiale di una statua in bronzo (peso: 2,2 q.) – posta su un piedistallo a fontana, avvolto, per l’occasione, da infiorescenze di luppolo e da fiori, nonché sito all’imbocco di via Foroni – dedicata a “Silvia”, quale leggendaria ispiratrice di quel “nodo”, che in sottilissima pasta all’uovo, delicatamente racchiude il fine ripieno del “Tortellino di Valeggio”. Una “Silvia” ed un “nodo d’amore”, che sono il lavoro studiato e curatissimo, del maestro Zucchetta, sia sotto l’aspetto della ricerca e letterario, che sotto quello della realizzazione dello stesso; “nodo”, che la ninfa-statua, con grande naturalezza, mostra al visitatore… “Silvia”, emersa dalle acque del fiume, s’è immoratalata sulla fontana, per diventare la “Giulietta” di Valeggio, quale simbolo della città e di quanto di meglio – il tortellino ed il bello del suo paesaggio – essa può offrire, ha sottolineato con orgoglio il sindaco Angelo Toso. E ne hanno ragione primo Cittadino e Ristoratori, che il monumento hanno voluto e sponsorizzato, perché la “Silvia” di Zucchetta sarà sicuramente motivo di nuovo interesse e d’attrazione. Ed ancor più lo sarà, quando la bronzea ninfa, spostata ben presto al centro dell’arteria, permetterà al visitatore di ammirarla e di fotografarla, avendo, in lontananza, sullo sfondo, le romatiche sagome del castello scaligero.
Alberto Zucchetta, dunque, ha saputo, con il suo parlante bronzo, a magnificamente personificare la figura principale della sua ricerca, quella ninfa Silvia, che, apparsa nottetempo, in danza, ai soldati viscontei, è stata rincorsa dal capitano Malco, al quale, giurato eterno amore, ha lasciato un fazzoletto di seta dorato, quale segno della sua indissolubile fedeltà. I due innamorati, inseguiti poi dai viscontei, hanno lasciato il fazzoletto annodato sulla riva del Mincio, scomparendo nelle sue acque. A tale racconto, abbiamo visto, è legato il tortellino valeggiano e la pure nota ed annuale “cena sul Ponte visconteo”, che – per saggia iniziativa di maestro Alberto, appassionato di simbologia medievale e di Valeggio cittadino onorario – si rinnova dal 1993, anno in cui si volle ricordare la costruzione del Ponte, avvenuta seicento anni prima…
Valeggio ha un suo nome, internazionale ormai, legato al suo chiaro fiume, al suo verde paesaggio, alle sue origini scaligere, alla leggenda zucchettiana, appunto, della Ninfa e di Malco, al suo antico Borghetto, alla grande cena sul Ponte, al suo Parco Giardino Sigurtà e, da oggi, finalmente, al monumento a Silvia che, dolce e felice, innalza al cielo il “nodo” d’amore, simbolo anche di caldo invito agli innamorati d’ogni dove a sposarsi – madrina lei stessa – nella città d’arte del Mincio… La quale propone festosamente a sposi ed ospiti i suoi rinomati “tortellini”, peraltro, da tempo marchiati de.co. (di denominazione comunale) e, quindi, per fattura e qualità, rigorosamente gustabili solo sulle tavole-altare di Valeggio.
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